DIFFIDIAMO DAI SINDACALISTI CHE SANNO SOLO MINACCIARE…

di Luigi Liberatore – Abbiamo appena letto il comunicato della Uil, inoltrato al direttore generale della Asl, con il quale si evidenziano gravi carenze igienico sanitarie nella palazzina di via Gorizia nella quale lavorano diversi impiegati dell’azienda sanitaria di Sulmona. Al di là del contenuto della nota, sul quale ci soffermeremo più sotto, ci ha sorpreso (ma nemmeno tanto) il tenore del comunicato stesso, il lessico utilizzato ma soprattutto il finale: “con riserva di intraprendere ogni forma di lotta…”. Mi è sembrato tornare indietro di qualche anno, anzi di qualche decennio, a quando cioè i sindacati rappresentavano una forza collettiva e di adesioni anche ideologiche davvero enorme e i cui comunicati verso il “padronato” erano muscolari e si chiudevano con le minacce. Era il tempo delle conquiste salariali e dello Statuto dei lavoratori. Tutt’altra storia rispetto a quanto la segreteria provinciale della Uil si sta occupando adesso per gli impiegati che lavorano all’interno dello stabile ex Comboniani. Fa bene il sindacato ad occuparsi della faccenda, ma non ci sembrano adeguate le definizioni utilizzate quando parla di dipendenti “costretti” a lavorare in uffici umidi, in ambiti freddi e bui e senz’aria, quasi fossero le anguste celle riservate ai galeotti nei Piombi di Venezia. Che la palazzina di via Gorizia abbia delle problematiche è cosa arcinota; che alcune criticità siano state nel tempo superate, ma non tutte, è pure vero. Ma siamo sempre nel campo dei disagi, però, che non legittimano a nostro parere, e soprattutto oggi, assolutamente il ricorso alla minaccia di intraprendere altre forme di lotta se…. Ci sembra che i grandi segretari della UIL, citiamo per esempio Larizza e Angeletti, dicessero che per ogni questione fosse necessario trattare, trattare ad oltranza, e non minacciare. Per cui diffidiamo dalla riscoperta di un lessico inadeguato e antipatico.