FONDAZIONE BRIGATA MAIELLA E ANPI: PARAGONI INACCETTABILI CON LA RESISTENZA

L’aver paragonato sabato scorso, in piazza XX Settembre, la battaglia no green pass alla lotta dei patrioti della Brigata Maiella contro il nazifascismo solleva le reazioni indignate dell’Anpi e della Fondazione Brigata Maiella. “Non è la prima volta che nelle piazze no vax e no green pass vengono richiamate, senza alcuna coerenza storica, le scelte criminali del fascismo e del nazismo oppure la Resistenza ed i Partigiani . Si tratta di paragoni inaccettabili che offendono la memoria di milioni di donne e uomini che furono umiliati, torturati, deportati e barbaramente uccisi perché non considerati degni di vivere in nome di una ideologia politica razzista, omofoba, violenta e totalitaria, e che offendono la nostra Resistenza, il cui concetto di libertà e democrazia è profondamente diverso da quello urlato nelle piazze no vax no green pass, non di rado inquinate da presenze ed organizzazioni neofasciste” sostengono Fondazione Brigata Maiella e Anpi.  “La Costituzione della Repubblica Italiana, nata proprio dalla Resistenza, garantisce ad ognuno la libertà di esprimere le proprie idee – ricordano Anpi e Fondazione Brigata Maiella -; ma è intollerabile, oltre che fuori luogo e storicamente scorretto, che quanti manifestano contro le misure nazionali anti Covid si richiamino ai Partigiani ed alla Brigata Maiella, le cui scelte coraggiose, spesso pagate con la vita, permettono oggi a chiunque di manifestare liberamente il proprio pensiero. La Resistenza è una storia di grandezza e di eroismi, da essa è nata l’Italia democratica: che nessuno la infanghi, che nessuno se ne impossessi per fini che nulla hanno a che fare con quella storia”.

Un pensiero su “FONDAZIONE BRIGATA MAIELLA E ANPI: PARAGONI INACCETTABILI CON LA RESISTENZA

  • 10 Gennaio 2022 in 13:37
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    La Majella oltre  la  Libertà, è la montagna della Repubblica, perché, per sintomo, i primi combattenti regolari che rifiutarono i regi  simboli  sabaudi anche sulle mostrine, furono i patrioti della Majella che operarono sotto l’insegna del tricolore repubblicano , ed anche perché ,quei simboli piemontesi vennero duramente combattuti sulla stessa montagna dai loro bisnonni, per altro esito briganti della Banda Majella, ottanta anni prima.
    Che la Costituzione garantisca ad ognuno la libertà di esprimere le proprie idee è una importante conquista civile, però , per esempio, la stessa libertà paritaria di contrattazione che ugualmente garantisce ai cittadini la Costituzione,  viene dopo altri ottanta anni assolutamente inapplicata perché è più conveniente per l’apparato politico burocratico mantenere in vigore le leggi fasciste e sabaude sugli appalti pubblici almeno con quelle stesse regole
    gli amministratori od i sindaci hanno il potere di farsi dare tangenti e mazzette come i podestà od i federali che sconfissero e scacciarono ( evidentemente soltanto gratis ed a parole) i patrioti della Majella.
    Perciò ,se sinceramente, chiunque crede in buona coscienza di manifestare o protestare contro gli abusi le prepotenze o le inadempienze del sistema vigente può legittimamente prendere ad esempio le gesta della Brigata Majella .
    Brigata Majella che  in effetti, guardando alla storia dai tempi dei Sanniti e dalle Forche Caudine, non ha apportato nulla di originale  ma ha ripetuto caratteristiche ed avvenimenti umani sempre presenti in queste regioni montane.

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