PORTERÀ PURE FIENO IN CASCINA MA IL NOSTRO È UN TURISMO “STRACCIONE”

di Luigi Liberatore – Qualche giorno fa una persona di Castel di Sangro è stata aggredita da quattro energumeni, che la cronaca giudiziaria afferma essere di origine campana, al termine di un diverbio all’interno di un esercizio pubblico. Per una modesta questione di rispetto della “fila” con cui noi tutti abbiamo a che fare nelle nostre attività quotidiane. La stessa cronaca “nera” assegna gli aggressori alla fattispecie dei turisti, facenti parte insomma della colonna costituita da migliaia e migliaia di presenze che assedia l’Altosangro da oltre una decina di giorni. Quella persona di cui ci occupiamo è stata ricoverata in ospedale. Il fatto così come noi lo diciamo potrebbe essere relegato, come si fa di solito, nei titoli di coda. Niente affatto. La vicenda non può assolutamente passare sotto silenzio perché rappresenta l’emblema del turismo col quale abbiamo a che fare. No. C’è qualcosa di diverso nell’atteggiamento e forse anche nella mente di chi da qualche ultimo decennio almeno frequenta queste zone: tipo Roccaraso, Pescocostanzo, Rivisondoli, Castel di Sangro, Campo di Giove e Sulmona; come dire il tabernacolo montano dell’Abruzzo. Non ci sembrano più innocui e delicati turisti quelli che frequentano le località citate, limitandoci ad elencare fra di loro le più gettonate, ma “orde” disordinate e prepotenti che strapazzano il traffico, umiliano i centri storici, spargono spazzatura in periferia e poi menano. Sì, menano pure a chi chiede il rispetto delle regole semplici del vivere comune. Non generalizziamo, ovviamente, rispettando quella brava gente che trova “riparo” nel cuore dell’Abruzzo per fuggire magari l’ossessione della città. Abbiamo tuttavia l’impressione che non sia più quel turismo che avevamo apprezzato, per esempio, quando Roccaraso era meta dei Pignatelli e dei Caracciolo; che purtroppo albergatori, commercianti e operatori economici abbiano perso il gusto per la eleganza e la dignità ricettiva. Perfino l’edilizia sfrenata e banale ha dato una mano al decadimento territoriale. Pecunia non olet, dicevano i latini. Però a tutto c’è un limite.

  • 8 Gennaio 2022 in 15:00
    PermalinkCity name (optional, probably does not need a translation)

    bene,benissimo,bravo e bravi in redazione,appropriato: “J’á ’zzeccate ’m bètte”,il turismo,quello buono,quello che crea economia nel rispetto dei luoghi e’ totalmente diverso,qui si cerca di avere visibilita’ con “escursionisti” delle gite fuori porta,i turisti quelli buoni,educati,attenti,nel rispetto del territorio,dei suoi abitanti e delle tradizioni,sono pochi,pochissimi,da noi vengono solo viaggiatori cialtroni:nei pressi degli impianti di risalita,con una grigliata e fiumi di alcool,tutto visto con i miei occhi,in qualsiasi localita’ turistica ti cacciavano a pedate nel sedere,ovvio che il turista fugge,rimangono gli escursionisti “miserabili e maleducati”,o no?

I commenti sono chiusi