GLISOFATO E FARINE, ECCO L’ANALISI DEI MARCHI PIÙ’ NOTI

Dott. Maurizio Proietti – Dopo aver dedicato qualche pagina al cibo preferito degli italiani,gli spaghetti, è interessante prestare attenzione all’elemento base per la loro “costruzione”: la farina, o meglio le farine. Fino al 2019, in esse, si rilevava un quantitativo relativamente elevato di glifosato e altri pesticidi, ma in questi ultimi anni la situazione è migliorataperché sembra esserci una migliore presa di coscienza da parte delle industrie alimentari nei confronti dei pesticidi in generaleÈ stato importante il lavoro svolto dal Gruppo di Valutazione sul Glifosato che, con un report di 11.000 pagine, ha messo a nudo l’attività censoria di gran parte degli studi riguardanti l’argomento. Oggi, la gente si chiede qual è il livello di sicurezza delle farine (compresa la manitoba) che utilizziamo per la produzione di pane, pizze, dolci… Se nel 2019, solo due marchi di farine su più di una dozzina risultavano privi di tracce di pesticidi, oggi è il contrarioDa segnalare, inoltre, che il 65% della farina si ottiene dai grani prodotti all’estero e, a differenza della pasta, per le farine non è obbligatorio indicare la provenienza. Ad onor del vero, i marchi Molino, Casillo, Spadoni, Barilla e Conte ne indicano la provenienza. Un bellissimo lavoro di analisi dei prodotti è stato effettuato dalla rivista il Salvagente, di seguito ne riporto i risultati (rivista del mese di Novembre 2021

).

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