DA ORE IN AMBULANZA IN ATTESA DI UN POSTO LETTO, ODISSEA DI UN GIOVANE DISABILE SULMONESE

Da oltre tre ore attende in un’ambulanza un posto letto nell’ospedale dell’Aquila. Il grave caso, l’ennesima peripezia ospedaliera, riguarda questa volta un diciannovenne, disabile grave, sulmonese di origine macedone, che da due mesi è in cura nell’ospedale del capoluogo abruzzese. “Prima è stato contagiato dal coronavirus e poi è stato sottoposto a cure per altre patologie” spiega il padre del giovane. “Questa mattina è stata chiamata l’eliambulanza per trasferire mio figlio nell’ospedale di Avezzano – racconta il padre – una volta trasportato nell’ospedale marsicano è stato accertato che non c’era alcun posto disponibile e rimandato all’Aquila”. ” Non capiamo come possa succedere tutto questo. Si chiama un’eliambulanza e poi non c’è posto in ospedale” osserva il padre. “Adesso mio figlio è in sosta da tutte queste ore dentro l’ambulanza, respira a fatica e sta veramente soffrendo – precisa- una situazione assai grave, che non è sopportabile e che rischia di provocare danni anche irreversibili per mio figlio, sono veramente preoccupato”. Insomma un’odissea quella patita dal giovane che non è tollerabile e che denuncia ancora una volta uno stato di salute della sanità che non sempre appare nelle condizioni di dare risposte adeguate alle necessità degli utenti. La famiglia del giovane vive da ventotto anni a Sulmona. “Non possiamo accettare che un giovane nelle condizioni di mio figlio sia sottoposto a questa situazione davvero inumana” conclude il padre.