CON MARCELLO PAOLANTONIO SULMONA PERDE IL GIORNALISTA CHE NEL CUORE AVEVA IL TEMPO
di Luigi Liberatore – Marcello Paolantonio, mi dicevano i compagni di liceo quando uscendo da scuola lo trovavamo mischiato tra di noi. Ma era solo una questione di ācoabitazioneā. Lui usciva dallāufficio postale di cui era dirigente, noi dal āpalazzo dāinvernoā, come avevamo ribattezzato la sede del liceo scientificoĀ di Castel di SangroĀ perchĆ© perennemente al freddo. E spesso lo trovavamoĀ intrappolatoĀ tra le nostre irrequiete fila, minuto come era, proprio perchĆ© le Poste erano ubicate lƬ,Ā sotto le nostre rumoreggianti aule. Era sorridente e discreto, a nostra misura in quanto ad altezza, però ne eravamo attratti,Ā io soprattutto,Ā perchĆ© era un giornalista. Mica uno qualsiasi: un giornalista de IL TEMPO. Che fosse dirigente delle Poste e Telecomunicazione, come si diceva allora, non aveva senso. Almeno per noi. Marcello Paolantonio era un giornalistaĀ e solo per questosembrava portasse unāaureola e recasse con sé qualcosa di speciale;Ā era il ā68ā, nulla a che vedere conĀ gli anni poi del benessere, tiepidi, anonimi e senza più passioni. Sembrava più alto di quanto fosse perchĆ© emanava dal suo essere qualcosa di speciale che poi ha caratterizzato la sua vita. EĀ ha dato un senso speciale alla sua esistenza che adesso siamo in grado di apprezzare sia sul versante giornalistico,Ā marcatoĀ col tatto delĀ cronista puro ma anche del polemista garbato, che dal lato umano come sempliceĀ espressione dellāuomo di fede. Sulmona perde con Marcello Paolantonio una voce autorevole, una voceĀ che ha fatto la storia dellaĀ cittĆ .Ā Io mi porto dietro quella sua immagine ieratica,Ā segnato da quegli incontri studenteschi e che hanno lasciato traccia sul mio modesto destino giornalistico.




Commovente e sentito ricordo. Mi dispiace moltissimo!