NON VI FACCIAMO GLI AUGURI PERO’ VOI NON MALEDITECI

di Luigi Liberatore – Siamo i componenti di una entità trascurabile, lo sappiamo, soprattutto per l’ambito territoriale al cui interno ci muoviamo, ma non per la qualità dei temi di cui tocca occuparci e tantomeno dei personaggi che li agitano. Ci unisce un vecchio legame costituito negli anni in cui fare giornalismo (parolone cui ci siamo sempre accostati con umiltà) era un tempo difficile, mica per la pretesa di fare opinione. No. Solo per fare semplice ed asettica informazione. Un gruppetto di idealisti senza padri né protettori, finito negli ingranaggi della magistratura per naturale soccombenza, riemerso tuttavia con qualche acciacco (non solo di anagrafe) ma integro nello spirito. E siamo così finiti per ritrovarci a Reteabruzzo, dopo improbabili traversie personaliin una cooperativa che io personalmente definisco del buon gusto. E’ tempo che da questa testata facciamo cronaca per informare la gente di ciò che accade in giro per le nostre città e per i nostri paesi senza peraltro sottrarci dalla naturale necessità, anzi obbligo, di criticare scelte e decisioni assunte da politici ed amministratori. O di far emergere asperità laddove il silenzio sarebbe stato ritenuto complice. Lo abbiamo fatto sempre tenendo presente la necessità di non travalicare i perimetri della correttezza della informazione (deontologica sarebbe la definizione ma che noi lasciamo ai professionisti…), permettendoci sì qualche divagazionemai però con intenti persecutori o di parte. Io spero che se ne sia accorto chi ci legge ma soprattutto chi è stato oggetto delle nostre “attenzioni”, vuoi per la eccezionalità dell’evento, vuoi per questioni di immagine pubblica. Chiediamo scusa ai sindaci e a tutti gli amministratori del territorio se qualche volta siamo stati audaci nei loro confronti, e agli enti che per questioni di impersonalità spesso sono stati portati alla sbarra. Vorremmo passare in rassegna uno ad uno tutti, ma dobbiamo astenerci perché finiremmo per commettere qualche reato di omissione. E poi perché quasi tutti occupati col cenone di fine anno. Auguri a tutti voi. Per noi? Non malediteci…