MEDICI E MALATI, UMILIATI E OFFESI

di Luigi Liberatore – Sono giorni che assistiamo all’inverecondo balletto di comunicati tra l’Usigrai e i vertici della Rai, cioè tra il sindacato dei giornalisti e il governo della tivvù pubblica, di cui ascoltatori e spettatori non hanno capito nulla sul botta e risposta fatta di paroloni a sostegno di poteri e contropoteri. Questioni, perfino irritanti, di mera logica di bottega, mica di interesse pubblico generale, cioè legate alle esigenze quotidiane delle persone, siano strutturali che organizzative. Tuttavia dobbiamo pur spendere una parola per la “querelle”, tutta incentrata sulla decisione della Rai di cancellare l’edizione notturna dei telegiornali regionali (per risparmiare) e della relativa opposizione in quanto ritenuta decisione riduttiva e umiliante del servizio giornalistico.Non poteva mancare il supporto politico ai due schieramenti. A noi non tocca entrare nel merito della vicenda, che ci fa sorridere sul piano di rientro della spesa, come ci urta come presunto attacco all’informazione. Non ci è chiaro, insomma, come si possa risanare un bilancio fallimentare riducendo edizioni fotocopia. Tutto questo, direte, perché? Perché mentre via etere si fanno battaglie di potere, annaspa intanto la sanità tutta, soprattutto quella periferica delle cui difficoltà non si occupano i telegiornali della notte. Non interessa all’Usigrai. Men che meno ai politici. Prendiamo il caso della rete assistenziale Altosangrina tutta incentrata sull’ospedale di Castel Di Sangro, un presidio sul quale converge un bacino di utenza disperso su un territorio vasto quanto angusto, abitato da gente aggrappata a difesa di montagne aspre ma capace di alimentare una economia turistica di grande pregio a fronte di sacrifici enormi. E pur tuttavia una popolazione abbandonata sul piano dell’assistenza sanitaria per via della macelleria riduttiva cui è stato sottoposto l’ospedale di Castel di Sangro, il quale giorno dopo giorno viene sottoposto a cura dimagrante. Un infartuato in Altosangro è un semi condannato, un traumatizzato di femore non può essere operato perché non è permesso da protocolli scellerati e dalla mancanza della rianimazione. Per loro c’è solo il trasferimento in elicottero o autombulanza a Sulmona o ad Avezzano, sempre a Dio piacendo. E pensare che l’ospedale di Castel Di Sangro è ricercato per l’ortopedia di nicchia perfino da utenza extraregionale, avendo medici e personale sanitario di eccellenza e grande rispetto professionale. Ma chi si occupa di tutto ciò, di questa umanità di umiliati e offesi alla quale andrebbero invece offerti sostegno e considerazione? Il balletto Rai e Usigrai ci indigna. I politici, almeno questi, ci deludono.