L’INSEGNANTE NO VAX IN DIALOGO CON I CITTADINI

di Alba Silvani Da molti mesi il governo, a reti e giornali unificati, bombarda i cittadini sulla necessità di vaccinarsi. Il vaccino anti – Covid formalmente è una libera scelta, ma di fatto è un obbligo. Chi osa avere dei dubbi e decide di non vaccinarsi è trattato come un untore, espulso dalla vita sociale e civile, privato della possibilità di spostarsi sui mezzi pubblici e, quel che è ancora più grave, privato del diritto al lavoro e quindi del necessario per vivere. Se il vaccino è così sicuro perchè lo Stato non se ne assume pienamente la responsabilità? Perché la riversa sui cittadini costringendoli a firmare il cosiddetto “consenso informato”? Nei giorni scorsi un uomo è morto a Sulmona dopo aver fatto la terza dose. Nell’ultimo periodo altre persone sono morte dopo aver fatto la terza dose : a Beinasco (TO) e a Bordighera (IM). A Vezzano Ligure una persona è morta di Covid dopo aver fatto tutte e tre le dosi. Tutte morti “naturali”? E’ lecito, in un Paese democratico, avere dei dubbi e dissentire dalla verità unica? O bisogna solo obbedire? Ora sta per partire la campagna di vaccinazione per i bambini dai 6 agli 11 anni. E’ giusto vaccinare chi, come i bambini, non possono essere informati e non possono dare il loro consenso? La domanda se la pongono non solo molti genitori ma anche virologi e pediatri. Si risponde che da
decenni i bambini vengono vaccinati e quindi non ci sarebbe nessun problema. E’ vero, ma nel caso dei vaccini tradizionali la sperimentazione è durata per anni. Per il vaccino anti-poliomielite, ad esempio, la sperimentazione è iniziata nel 1957 ed è stato approvato solo nel 1962. E’ lecito chiedersi se dietro questa fretta di vaccinare i bambini ci siano gli interessi delle case farmaceutiche? Non dimentichiamo che Albert Sabin regalò ai bimbi il suo vaccino anti-polio. Non
lo ha mai voluto brevettare e di conseguenza non guadagnò neppure un dollaro. Le multinazionali del vaccino anti – Covid, invece, hanno guadagnato miliardi di dollari e altri miliardi si apprestano a guadagnarne con i vaccini ai bambini. Esse non intendono assolutamente liberalizzare i loro brevetti, con la conseguenza che il Nord del mondo tra poco tempo sarà super vaccinato mentre nel Sud del mondo solo in pochissimi hanno ricevuto la prima dose. Poi ci si meraviglia delle varianti che arrivano da quei Paesi, come la “sudafricana”. A partire da venerdì 10 e fino alla fine del mese di dicembre, nei giorni di fine settimana del periodo natalizio (venerdì, sabato e domenica) sarò presente sotto i portici Caroselli (Bar Europa) Sulmona con volantini e cartelli per testimoniare la condizione di ingiustizia di chi, come me, non
vaccinata, è stata sospesa dal lavoro e dallo stipendio. Sarò lì per confrontarmi su questi temi con i cittadini che lo vorranno, nella convinzione che il dialogo e il confronto delle idee sia una delle basi essenziali della democrazia.

2 pensieri su “L’INSEGNANTE NO VAX IN DIALOGO CON I CITTADINI

  • 11 Dicembre 2021 in 12:28
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    Trovo assurdo che si rifiuti il vaccino che ci sta salvando da una pandemia che altrimenti avrebbe mietuto migliaia di vittime. Ringraziamo la scienza, quella scienza che non c’era ai tempi della peste “manzoniana”, che fece milioni di vittime. Il gren pass non è qualcosa di demoniaco: è la certificazione di essere vaccinati: è un passaporto che rassicura la società e dà al titolare la libertà di muoversi.
    Che sia benedetto!!!!!!!

  • 9 Dicembre 2021 in 18:34
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    Bravaaaaa….
    Sei 1 degna persona.
    Molto altruista.
    Ami il prossimo+di te
    stessa.
    IL SIGNORE È CON
    TE.
    .

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