SANITA’ IN CRISI IN PROVINCIA DELL’AQUILA, LA UIL CHIEDE PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONE MEDICI

Un piano straordinario per l’assunzione di dirigenti medici nella Asl n°1 Avezzano Sulmona L’Aquila. Lo chiedono con forza Mario Di Staso, Antonello Fabbri e Gianna Tollis del coordinamento provinciale Medici Uil Fpl, che tornano ancora una volta sulla gravissima carenza di personale medico all’interno dell’azienda sanitaria della provincia aquilana. A soffrire di più sono i dipartimenti Materno Infantile, chirurgico, delle Emergenze, di Pneumologia e Malattie infettive, ma anche l’Anatomia patologica e i laboratori analisi. La Uil Fpl chiede pertanto di aprire subito un tavolo di confronto “per calendarizzare i concorsi, affinché ai lavoratori possa essere restituita una vita lavorativa dignitosa e all’utenza l’affidabilità dei servizi sanitari a cui si rivolge”. La carenza di personale investe tutti i presìdi ospedalieri della provincia. “Il Materno-Infantile è in sofferenza ovunque – affermano – Le Pediatrie sono in carenza di dirigenti medici all’Aquila, dove la carenza insiste anche sulla Terapia intensiva neonatale, come ad Avezzano e a Sulmona.  Molti sono stati i pensionamenti, i trasferimenti e soprattutto tanti pediatri in avviso pubblico sono andati via perché attirati da posti di ruoli in aziende limitrofe. L’ azienda al riguardo ha predisposto un avviso pubblico a cui ancora non si riesce a dare seguito”. Non va di certo meglio per il dipartimento chirurgico che mostra le sue falle soprattutto in seno alle Urologie che possono contare su due medici a Sulmona e due medici ad Avezzano. “Con questi numeri non si può neppure pensare di rispettare le 11 ore di riposo tra un turno e l’altro come richiesto dalla legge 161 – aggiungono – Le Ortopedie di Sulmona e Avezzano hanno un numero di ortopedici assolutamente insufficienti, 4 a Sulmona e 4 ad Avezzano”. Grave è anche la situazione dei dipartimenti delle Emergenze. “All’Aquila servono rinforzi in pronto soccorso, mentre ad Avezzano sono rimasti in servizio in Rianimazione solo 4 medici che non riescono a sostenere il carico di lavoro – proseguono –  Il pronto soccorso di Sulmona chiede almeno due medici da tre anni, dopo che  5 dirigenti medici sono andati in pensione o trasferiti in altri servizi”. Dall’Aquila e Avezzano il grido di allarme proviene anche rispettivamente da Pneumologia e Malattie infettive. “Sembra un paradosso in tempo di Covid ma è la triste realtà – proseguono – Nel presidio aquilano sono necessari due medici in Pneumologia; ad Avezzano, dove un primo blocco Covid è già occupato con 10 pazienti, se ne sta approntando un altro. Tutto ciò che non è Covid, ma è infettivo ritorna a carico delle stesse malattie Infettive. A fronte di tutto ciò soltanto due medici assicurano la pronta disponibilità; è facilmente comprensibile come, per entrambi i territori, sia in piena pandemia, un problema di non poco conto”. I problemi gravi della Asl restano i pensionamenti mai rimpiazzati, con carenze croniche che durano da un tempo indefinito, assenze per malattia o maternità non sostituite, con un aggravio inevitabile di turni e di lavoro sulle spalle di chi è in servizio. “Perché un presidio funzioni bene, inoltre, è necessario che alcuni servizi di base come il laboratorio analisi e la Radiologia siano efficienti. “Per quanto riguarda quest’ultima, Sulmona e Avezzano sono gli ospedali con maggiore carenza anche se, nonostante questo, i dirigenti medici di Avezzano, insieme con quelli dell’Aquila, aiutano quelli di Sulmona – proseguono – In terra Peligna il laboratorio analisi è un’altra criticità con soltanto quattro dirigenti a turnare che devono coprire anche il presidio sangrino così come quelli di Avezzano devono assicurare continuità di servizio su Pescina e Tagliacozzo. Sulmona, poi, anche per altri servizi deve coprire  il presidio di Castel di Sangro e , come in un effetto domino, ad ogni realtà si chiede aiuto per l’altra senza riuscire a metterne in sicurezza nemmeno una”. Gravissimi i disagi anche per ricevere un referto istologico. “Attualmente nella nostra azienda è necessario mediamente un mese – spiegano-  L’Anatomia patologica, nonostante sia centralizzata all’Aquila, non riesce, per carenza di dirigenti, a fornire risposte più rapide”. Ginnetti, Di Staso, Fabbri e Tollis precisano come “a quasi due anni dall’inizio della pandemia,  è oggi avvilente dover  parlare ancora una volta di carenza di dirigenti medici. Neppure il Coronavirus è riuscito a far capire a chi occupa posti di responsabilità che non si può risparmiare sulla sanità, che i medici devono essere in numero sufficiente a gestire i vari servizi. La categoria dei medici è troppo bistrattata negli ultimi anni nella Asl 1. Ormai da molto tempo non si bandiscono concorsi a tempo indeterminato in grado di dare stabilità ai reparti e ai servizi. Si procede a lume di naso con sporadici avvisi pubblici che spesso giungono troppo tardi o che sempre più spesso vanno deserti perché la qualità del lavoro è un punto di attrazione e se questa qualità non c’è il giovane medico sceglie di andare altrove”. ”La dirigenza aziendale ha mostrato qualche attenzione al problema, ma le soluzioni hanno sempre il carattere della temporaneità e della instabilità con il risultato di creare, tra le tante cose,  conflittualità o rivalità tra i territori e dando la sensazione di un luogo di lavoro difficile e pertanto poco attrattivo”, concludono.