DELITTO DI POPOLI, CHIARELLI NON RISPONDE ALLE DOMANDE DEL GIUDICE

Il giovane accusato dell’omicidio di Fulvio Declerch, il pregiudicato romano Alessandro Chiarelli, comparso ieri davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara, Giovanni De Renzis, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato l’arresto, eseguito lo scorso 25 novembre, a poche ore dal delitto, disponendo la custodia cautelare in carcere per i solidi indizi di colpevolezza a carico del ventinovenne, che avrebbe accoltellato e ucciso Declerch portandolo poi nel fiume Pescara. Per il Tribunale però non ci sarebbe premeditazione dell’omicidio ma l’estrema misura cautelare si è resa necessaria per i futili motivi e perché il presunto colpevole avrebbe agito con crudeltà. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti tutto sarebbe cominciato la sera del 24 novembre quando il giovane, accompagnato da un’altra persona, si sarebbe recato a casa della vittima che era in compagnia di un amico. Due persone che saranno preziosi testimoni oculari non del delitto ma dell’aggressione che ha preceduto la tragica fine di Declerch. La prima discussione tra il cinquantacinquenne popolese e il suo presunto assassino sarebbe nata per la mancata offerta, da parte della vittima, di una bottiglia di vino tenuta in frigo. La lite subito dopo si sarebbe accesa per una vecchia vicenda che pende in Tribunale. Ma quella lite sarebbe stata sedata dagli amici. Dopo poco Chiarelli avrebbe bussato alla porta del suo vicino armato di un grosso coltello. E in quel momento sarebbe stato allontanato da uno dei presenti. Poi la tragedia in piena notte. L’assassino sarebbe entrato dal piano superiore, rompendo il vetro di una finestra e colpendo ripetutamente la vittima con una serie di fendenti mentre si era in cucina. Il rumore sarebbe stato avvertito da una vicina intorno alle 2.30. L’orario coincide con la ripresa di una telecamera esterna con le immagini dell’uomo che spinge una carriola, con tutta probabilità con il corpo della vittima.