CAPANNONE DEGRADATO, STOP AI LAVORI A CAMPO 78

Arriva il primo stop ai lavori di ristrutturazione e di valorizzazione di Campo 78, l’ex campo di concentramento dove sono stati tenuti prigionieri i soldati nella Prima ma soprattutto nella Seconda Guerra Mondiale. Durante le fasi di montaggio delle capriate in acciaio alla baracca n. 43, sono state scoperte delle zone di degrado dei pilastri in muratoria. Situazione che ha portato alla sospensione dei lavori per eseguire nuove indagini sullo stato di salute e di sicurezza del capannone che ospita i prigionieri alleati nell’ultimo conflitto mondiale. Con determina firmata dal dirigente Franco Raulli il Comune ha proceduto ad affidare al laboratorio “Abruzzo Test”, le indagini strutturali per capire quale tipo di intervento dovrà essere eseguito per il consolidamento della baracca 43. Il cantiere è stato consegnato lo scorso 15 aprile dalla passata amministrazione su impulso dell’ex assessore ai lavori pubblici, Salvatore Zavarella.  Gli interventi per il Parco della Memoria, finanziati per un totale di 350mila euro, prevedono la predisposizione della sala accoglienza all’ingresso del campo con realizzazione degli impianti elettrico e termico e dei servizi igienici; la messa in sicurezza delle due baracche più importanti, quelle che conservano i graffiti realizzati dai prigionieri durante la loro permanenza nel campo di concentramento; la rimozione dell’amianto; la riparazione dei tratti danneggiati del muro di cinta; gli arredi (sedie, tavoli, pc, videoproiettore, impianto audio); il miglioramento della viabilitа  di accesso; nonché gli allacci alle reti idrica e fognante e l’allestimento di una infrastruttura minima museale.  

One thought on “CAPANNONE DEGRADATO, STOP AI LAVORI A CAMPO 78

  • 28 Novembre 2021 in 14:20
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    Il Campo 78 è stato distrutto per l’incuria delle amministrazioni dal dopoguerra in poi. Noi abbiamo perso la guerra, e abbiamo voluto dimenticare, lasciando il Campo in abbandono per tanto tempo. Ricordo che, da boy scout, si andava a giocare a pallone in quel campo aperto a tutti. Il nostro capo scout era Tonino Tanturri, poi grande appassionato di musica, recentemente scomparso. Ricordo una tettoia gigantesca, aperta in più lati, che copriva parte del campo. Successivamente il Campo è stato recintato e chiuso.
    I familiari inglesi degli ex prigionieri, in pellegrinaggio per ricordare la reclusione dei padri, dovevano rivolgesi ai carabinieri di Chieti. Lungaggini infinite.
    Ben venga il parco della memoria, anche se troppo tardi, quando è rimasto poco o niente del passato.
    Ho avuto la fortunata occasione, tempo fa, di visitare un campo di prigionia in Inghilterra. Il campo è stato conservato perfettamente. E’ dal dopoguerra luogo affolatissimo di visita. E’ un museo all’aperto frequenato da scolari , studenti, famiglie.
    E’, insieme, storia e business

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