DELITTO DI POPOLI, MARIO DECLERCH: L’ASSASSINO DI MIO FRATELLO ANDAVA FERMATO

Una tragedia che poteva essere evitata quella che ha segnato il delitto avvenuto a Popoli e che ha avuto come vittima Fulvio Declerch, 55 anni. A parlare straziato dal dolore è il fratello Mario, che ricorda le ultime ore trascorse con Fulvio, caduto sotto i fendenti del vicino di casa, Alessandro Chiarelli, un pregiudicato romano di 29 anni, che proprio due giorni prima del delitto era stato già arrestato, per una tentata rapina ed estorsione ai danni di una farmacia del paese, imponendogli la misura cautelare dell’obbligo di dimora.”Doveva essere fermata prima la follia di quell’uomo, pericoloso perchè girava con un coltello in tasca e lo sapevano tutti” dice il fratello di Fulvio. “Mio fratello era persona buona e affettuosa, non meritava questa fine crudele” ricorda Mario, che adesso prova dolore e tanta rabbia. Fulvio, benvoluto in paese, da anni viveva in solitudine, dopo la separazione dalla moglie. Sua figlia vive a Roma e lui era felice quando ha saputo della sua laurea. In lacrime Mario ricorda l’ultima sera, prima della tragedia, raccontando che Fulvio gli aveva portato i funghi. Era infatti appassionato di andare a funghi o ad asparagi, impegnando il tempo anche come taglialegna, muratore e giardiniere. Mario aveva visto il fratello sereno e come sempre affettuoso, apprezzando molto anche l’albero di Natale appena fatto. Mai avrebbe presagito la tragedia che si sarebbe consumata nelle ore successive. Tutto per una lite che sarebbe esplosa per futili motivi. “Non era in ottime condizioni di salute ma faceva anche lavori pesanti – sottolinea Mario – non voleva stare fermo, malgrado ricevesse il reddito di cittadinanza”. Ma Mario conclude dicendo che non perdonerà mai l’uomo, che si è macchiato dell’omicidio, con efferatezza, dopo che in passato aveva già mandato in ospedale il fratello, picchiandolo e lui aveva rinunciato a denunciarlo.

One thought on “DELITTO DI POPOLI, MARIO DECLERCH: L’ASSASSINO DI MIO FRATELLO ANDAVA FERMATO

  • 28 Novembre 2021 in 14:22
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    Spero che la legge faccia il suo percorso senza prendere in (considerazione)l’onesto e rispettabile lavoro che faceva il suo papà. La Legge è uguale per tutti. Niente infermità mentale.

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