21 NOVEMBRE PER NON DIMENTICARE L’ECCIDIO DI PIETRANSIERI

E’ stata una delle stragi più efferate e atroci che hanno segnato nel sangue e nel lutto l’occupazione tedesca tra il 1943 e il 1945. L’eccidio di Pietransieri fu compiuto infatti dalle forze di occupazione naziste il 21 novembre del 1943. Scenario tragico di quell’eccidio che costò la vita a 128 persone inermi fu il Bosco di Limmari. In quel luogo furono trucidati 60 donne, 34 bambini al di sotto dei 10 anni, e molti anziani. Quella zona era a ridosso della linea difensiva Gustav, sulla quale le forze di occupazione del Reich si erano attestate, dopo lo sbarco degli Alleati. Hitler  ordinò alle forze tedesche di stanza in Italia centrale di mantenere le proprie posizioni fino alla primavera del ’45, facendo terra bruciata attorno alle formazioni partigiane. Il maresciallo Albert Kesserling fece affiggere un manifesto a Rivisondoli, Roccaraso, Pescocostanzo, Pietransieri, avvertendo che “tutti coloro che si troveranno ancora in paese o sulle montagne circostanti saranno considerati ribelli e ad essi sarà riservato il trattamento stabilito dalle leggi di guerra dell’esercito germanico”. La rappresaglia dei nazisti, agli ordini del maggiore Von der Schulenburg si accanì in un primo momento contro il bestiame razziato, mitragliato e abbandonato nei boschi circostanti. In un secondo momento i nazisti rastrellarono gli abitanti inermi che si trovavano fra i casali dei Limmari e li trucidarono. Scampò alla strage una sola superstite, Virginia Macerelli, una bambina di sei anni che restò nascosta sotto le vesti della mamma. Sul luogo della strage (piazza XXI Novembre di Pietransieri) fu edificato un piccolo tempio ottagonale, le cui pareti interne con targhe di pietra che recano il nome e l’età di tutti i caduti.  Il gonfalone del Comune di Roccaraso, per quella orrenda strage, è stato insignito della Medaglia d’Oro al valore militare, consegnata il 15 luglio 1967 dall’allora Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat. Tra il 2008 e il 2009 i registi Anna Cavasinni e Fabrizio Franceschelli hanno realizzato con gli abitanti di Pietransieri il film sulla memoria dell’eccidio “Il sangue dei Limmari”. Testimoni oculari, fra i quali l’unica superstite della strage, Virginia Macerelli, e una gran parte della comunità locale hanno ricostruito il dramma dell’evacuazione e poi del terrore sparso tra i casolari dalle truppe tedesche.

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