FUNERALI, CHIESTO RISARCIMENTO DI UN MILIONE DI EURO ALLE CONFRATERNITE SULMONESI

La Casa Funeraria Caliendo Celestial chiede alle due confraternite sulmonesi, la SS.Trinità e S.Maria di Loreto, il risarcimento di un milione di euro, per l’ipotesi di concorrenza sleale. Nel dicembre scorso gli imprenditori della Casa Funeraria hanno presentato ricorso ex art. 700, respinto dal Tribunale, per la mancanza del presupposto dell’urgenza. Ma l’ipotesi posta alla base del ricorso, quella della presunta concorrenza sleale dei due sodalizi cittadini, resta e l’avvocato Armando Valeri ha citato in giudizio le due confraternite che in febbraio torneranno davanti al giudice. In quella occasione la vertenza entrerà nel vivo della questione con  la richiesta del risarcimento milionario. La Casa Funeraria contesta ai sodalizi l’esercizio del doppio ruolo di gestore di servizi cimiteriali e attività di onoranze funebri che sarebbe, secondo l’ipotesi denunciata, in contrasto con la normativa regionale di riferimento e con le disposizioni Antitrust. Per gli imprenditori Caliendo e Salutari, il contestuale svolgimento di attività funebre e di gestione cimiteriale, risulta non solo illegittimo, in quanto realizzato in violazione di norma imperativa di legge, ma altresì suscettibile di integrare i presupposti di una condotta di concorrenza sleale. Secondo gli avvocati delle Confraternite, al contrario, non sussisterebbe alcuna concorrenza sleale.

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