ARRESTO LEOMBRUNI, LA ASL E L’ORDINE DEI MEDICI ATTIVANO I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI

Dopo l’arresto in flagranza di reato eseguito dai carabinieri del NAS, si muovono anche la Asl e l’ordine dei medici per avviare i rispettivi procedimenti disciplinari nei confronti di Paolo Leombruni, il medico sulmonese finito in carcere con l’accusa di concussione, mentre incassava 230 euro da una paziente malata di tumore. Oltre a censure e sospensioni dal proprio ordine di appartenenza, il medico sulmonese rischia anche la sospensione dal lavoro. Ma il medico, tramite il suo legale, Massimo Zambelli, si difende sostenendo che non ci sarebbe stata nessuna costrizione nè concussione, dal momento che in quel momento il 51 enne non agiva nemmeno in veste di pubblico ufficiale. Diversa la tesi dell’accusa secondo la quale il medico avrebbe somministrato una cura a pagamento,  senza alcun piano terapeutico a una paziente che sta affrontando cure salvavita, utilizzando addirittura un dispositivo medico risultato scaduto di validità. Anche se il dispositivo in oggetto non è altri che un tubicino utilizzato per collegare la flebo alla paziente. Le indagini faranno luce sul caso, tenendo conto che si stanno svolgendo accertamenti in ordine ai farmaci di esclusiva provenienza ospedaliera, e ad eventali ulteriori episodi, come quello delle cure per Covid costate a un rivenditore di automobili di Sulmona circa 1700 euro.