PIATTAFORMA COGESA, LA PROCURA CHIEDE PROROGA INDAGINI: DECIDERA’ IL GIP

La Procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto una proroga delle indagini preliminari mentre la difesa si è opposta. Questa mattina è stata celebrata l’udienza davanti al Gip del Tribunale di Sulmona, Marco Billi, sul caso della piattaforma ecologica del Cogesa, che si è riservato una decisione, circa la proroga o meno delle indagini. La piattaforma ecologica, dopo un anno e quattro mesi di fermo, resta chiusa con conseguenze di grave disagio per l’utenza e danni all’ambiente. Il sequestro fu disposto il 17 giugno 2020 dopo il blitz dei Carabinieri del Noe ( Nucleo Operativo Ecologico) che rilevarono l’assenza di un permesso a costruire. Una violazione della norma ambientale che ha fatto finire sotto inchiesta l’allora amministratore unico, Vincenzo Margiotta. Il dissequestro del centro in questione è stato chiesto ed ottenuto a gennaio 2021 dall’avvocato Alessandro Scelli, perché le opere ritenute mancanti di specifica autorizzazione e, quindi, difformi alla normativa, sono state sanate mentre l’autorizzazione all’esercizio non è ancora pervenuta dal Comune di Sulmona. La piattaforma resta sigillata, motivo per il quale nei mesi scorsi era stata depositata un’interrogazione in Consiglio comunale a firma dell’allora capogruppo di Fratelli d’Italia, Mauro Tirabassi.