ATTI PERSECUTORI CONTRO LA MOGLIE, IN CARCERE CINQUANTENNE DI CASTEL DI SANGRO

Atti persecutori contro la moglie. Con questa pesante accusa è finito in manette un cinquantenne di Castel di Sangro. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro lo hanno arrestato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Francesca Pinnacchio. L’uomo è ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori nei confronti della coniuge e violazione delle prescrizioni imposte dal giudice. Le indagini dei carabinieri sono state coordinate dal procuratore di Sulmona Giuseppe Bellelli.  La donna, residente in un piccolo paese della provincia, durante la scorsa estate aveva chiesto l’intervento dei carabinieri del luogo, che avevano attivato immediatamente le indagini. La soglia di attenzione rivolta alla violenza di genere e ai maltrattamenti non è mai stata abbassata da parte dei presidi territoriali del comando provinciale carabinieri dell’Aquila. I militari, quindi, ricevuta la richiesta d’aiuto hanno da subito evitato che la vicenda degenerasse ulteriormente, ricostruendo meticolosamente i fatti e riportandoli all’autorità giudiziaria. Il pubblico ministero già nell’agosto scorso aveva ottenuto dal giudice l’emissione di un primo provvedimento restrittivo della libertà personale nei confronti dell’uomo, messo agli arresti domiciliari. Nonostante ciò l’uomo ha continuato a vessare la moglie, utilizzando un telefono cellulare in suo possesso. I carabinieri sono quindi nuovamente intervenuti, informando la competente magistratura che ha deciso di aggravare la misura cautelare. L’arrestato, dopo le operazioni del caso, è stato trasferito nella casa circondariale di Vasto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Un Commento su “ATTI PERSECUTORI CONTRO LA MOGLIE, IN CARCERE CINQUANTENNE DI CASTEL DI SANGRO

  • 25 Ottobre 2021 in 15:11
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    Nel continuativo ripetersi parossistico di queste brillante azioni giudiziarie dei carabinieri specialmente nelle piccole e sperdute stazioni, la prima reazione è la assoluta necessità di riforma delle forze di polizia poiché con i nuovi metodi tecnologici un piccolo drappello di giovani militi addestrati mantiene l’ordine pubblico dell’intera provincia invece che questo battaglione di poveri cristi di famiglia misera che specie se avanti nell’età dopo tanto patire nella vita vengono rigettati in queste secondarie zone depresse in attesa, tra i loro simili anche negli acciacchi, di migliore assistenza della pensione ,commettendo poi per noia, per necessità di presenza, o per sbandamento della mente, queste valorose ed encomiabili indagini con eroici interventi nelle liti ,interne in un altra povera casa, tra moglie e marito.
    Invece,il dubbio, è che non si tratti,invece di iniziative autonome della facile arma, di propaganda statalista ordinata e gestita dall’alto proprio perché, almeno osservo io, questo enorme numero anche di omicidi in casa tra famiglie giovani e nel vigore sessuale, che viene riportato dalla stampa pubblica, sia uno scoglio culturale “ancora tridentino” che stia incontrando la tradizione culturale italiana pagando un enorme tributo alla uniformazione alle norme UE di concezione della famiglia. Nel senso che nella UE è predominante in nord Europa in buona parte luterano DOVE IL MATRIMONIO NON È UN SACRAMENTO, quindi i rapporti coniugali sono di diverso dovere e le percentuali di divorzio sono sempre state almeno il 500% che in Italia. Mentre L’ Italia è strettamente cattolica e specialmente al Sud è di assoluta concezione patriarcale, una unione è sentita molto più importante , accendendosi forti drammi anche di implicazione religiosa in caso di separazioni divorzi etc. e che invece la introduzione della gender equality delle nuove norme comunitarie stanno facilitando con il forte consenso della sinistra detta progressista, a detrimento invece, e senza gradualità, dei diversi rispettivi ruoli sempre esistiti.

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