ANGELO MARIA SCALZITTI, MIO PADRE

“La mia emozione è stata grande, così come la felicità di essere stato presente all’inaugurazione del 48° Premio Sulmona, per il ricordo e l’omaggio a mio padre, Angelo Maria Scalzitti, che purtroppo ci ha lasciati nell’ormai lontano giugno del 1975. Ricevere la targa con su scritto “Omaggio a Angelo Maria Scalzitti Fondatore del Premio Sulmona delle Arti”, da parte del Presidente del Premio Raffaele Giannantonio e dalle mani del segretario del Comitato Direttivo del Circolo d’Arte e Cultura “Il Quadrivio”, Gianfranco Santarelli, mi ha riempito di una gioia, che ha compensato in un attimo, i quasi 50 anni di oblio passati.

Lui fu un intellettuale puro, a soli 18 anni era già proiettato verso una vita breve ma intensa, tanto da aver prodotto nei 25 anni che lo aspettavano, una mole di cose che hanno fatto sì che il 25 settembre, data di inaugurazione del 48esimo Premio Sulmona, dopo quasi 50 anni dalla sua dipartita è stato celebrato e omaggiato come il fondatore nel 1964 del Premio Sulmona (all’epoca “Premio Sulmona delle Arti”) insieme a Gaetano Pallozzi che nella prima edizione rivestì il ruolo di Direttore Artistico.

Angelo Maria Scalzitti passò la sua vita impegnandosi costantemente e spendendosi per lo sviluppo di questa regione e della sua città, a partire dall’istituzione della Regione Abruzzo, in cui ricoprì un ruolo attivo a livello politico.

Aveva una passione smisurata per la scrittura, tanto da aver cristallizzato nella mia mente, i momenti in cui andavo con lui in tipografia, per portare i materiali da impaginare, e la conseguente stampa della sua rivista, delle sue raccolte di racconti, delle sue raccolte di poesie e dei suoi libri.

Oltre all’attività di giornalista che lo vide impegnato sulle pagine dei vari quotidiani nazionali, già nel 1958 all’età di 26 anni avviò la sua casa editrice con cui prese vita la rivista “Circolo Letterario” prima e poi a seguire nel 1968 il giornale “Il corriere del Giorno”.

Il Circolo Letterario era una rivista trimestrale, un contenitore di cultura in cui si parlava di letteratura, pittura, cinema … era una vera e propria finestra su tutte le arti.

A 27 anni vinse il suo primo concorso letterario nazionale con il Premio Colomba d’Oro di Picasso, con il racconto “La mano sul mitra”, che ritengo ancora oggi molto interessante per l’attualità dell’argomento, la storia di un militare delle forze di pace, che girando in zone di guerra, è tormentato dal dubbio di aver fatto la scelta giusta.

Ma in particolare il tema della seconda guerra mondiale, lo accompagnò per tutta la sua breve vita, in quanto aveva vissuto da ragazzo di 10/11 anni nel drammatico periodo del 43, in cui la linea Gustav interessava proprio il luogo dove il padre lo avrebbe portato con tutta la famiglia, per cercare di stare in un posto più tranquillo, ignari che si sarebbero ritrovati nella zona geografica più nevralgica dei bombardamenti.

Non a caso i due libri da lui scritti hanno come focus questo tema, purtroppo sempre di grande attualità. Il primo vide la luce nel ’70 sull’eccidio di Pietransieri, in questo caso in veste di romanzo drammatico dal titolo “I tormentati”, dove riuscì a descrivere un affresco di quella tragedia, di una delicata bellezza pur sempre nella sua drammaticità. In quest’opera descrive, con la sensibilità che solo un poeta possiede, l’animo umano di fronte alla catastrofe della guerra, in quel momento storico che segnò l’Italia e i suoi abitanti, in un microcosmo di un paese di montagna, dove i pochi abitanti, nel loro isolamento geografico, non avrebbero mai immaginato di essere toccati da una tale sciagura.

Il secondo fu “Il Quarantatré – l’invasione tedesca in Abruzzo”, terminato nel 71, che rimane la prima opera scritta qui a Sulmona sul campo di Prigionia di Fonte d’Amore, il Campo 78. Questo libro uscì postumo nel 76, grazie all’impegno della sorella Marcella, così come anche l’opera monumentale scritta da Francesco Sardi De Letto “La Città di Sulmona” di cui fu Editore.

Il ’43, questo libro-documento, risulta essere sempre di grande utilità storica, dove le prime 100 pagine riprese fedelmente da documenti ufficiali dell’epoca, sono gli elenchi originali che furono depositati dagli stessi Alleati presso le Ambasciate Britanniche e Statunitensi a Roma, in cui sono presenti i nominativi dei prigionieri in relazione alla popolazione locale che li nascose, offrendogli cibo e aiuto logistico per la fuga, considerato che fino agli anni 90 è stato utilizzato dai Britannici che tornavano in Italia, alla ricerca di un incontro con l’Abruzzo Forte e Gentile fatto di donne e uomini che in particolare in questa Valle li avevano aiutati a sopravvivere e a fuggire al di là della linea Gustav.

Tornando alla relazione tra mio padre e il Premio Sulmona delle Arti, voglio ricordare quelle che sono state le 8 edizioni del Premio da lui organizzate che si sono svolte dal 64 al 74.

Nel 64 organizzò appunto la prima edizione, edizione messa chiaramente in risalto in copertina sulla sua rivista il Circolo Letterario, rivista che ogni anno dedicherà puntualmente un numero speciale al Premio.

Quell’anno il Premio Sulmona delle Arti si svolse nel complesso monumentale della Santissima Annunziata, e in tutti i casi era sua ferma intenzione alternare la pittura con le altre muse dell’arte, come la scultura, la letteratura, il cinema, cosa che in parte è stata ripresa e realizzata.

Nella prima edizione il successo di partecipazione fu a dir poco eccezionale e l’internazionalità della rassegna fu assicurata da artisti di varia provenienza. A dare tono alla manifestazione contribuirono opere fuori concorso di artisti già affermati in campo internazionale come Carlo Levi, Remo Brindisi ed altri.

Nel ’65 si optò per il piccolo formato e al premio di pittura, si associò la narrativa per il miglior racconto dell’anno; nel ’66 fu la volta del giornalismo ad affiancarsi alla rassegna pittorica.

Nel ’67 fu la volta della Mostra nazionale di pittura bianco e nero e nel 68 per l’indisponibilità dei consueti spazi espositivi dell’Annunziata, che in quell’anno furono sottoposti a radicali lavori di restauro, il Premio si tenne nei locali di Palazzo San Francesco.

Nel ’69, per la sesta edizione si tornò nelle rinnovate sale dell’Annunziata. La settima edizione si tenne dal 16 ottobre al 6 novembre del ’71 e per la prima volta la Mostra nazionale d’arte contemporanea, sotto la presidenza onoraria dell’On. Remo Gasperi, già presente nelle precedenti inaugurazioni del Premio, al tempo Ministro per la Riforma dell’Amministrazione, fu dotata di un proprio catalogo.

Infine nel ’74 sempre sotto l’egida della Rivista Circolo Letterario, il Cenacolo di Cultura “Publius Ovidius Naso”, a firma del presidente Angelo Maria Scalzitti bandiva l’8° edizione del Premio che prevedeva tre sezioni: la prima dedicata ad un’opera di narrativa inedita di giovani scrittori, la seconda dedicata ad un racconto inedito, sempre di giovani scrittori e la terza riservata ad un’opera di saggistica, edita o inedita, vertente sui vari aspetti della cultura abruzzese, o (citava testualmente il regolamento) “che metta in luce i complessi problemi che derivano dallo sviluppo socio-economico e culturale del Mezzogiorno d’Italia con riferimento anche alla realtà abruzzese”. Il termine di scadenza era il 31.12.1974, e questa edizione non vide mai la luce, per la sua prematura scomparsa.

Per concludere vorrei aggiungere che sarebbe importante e doveroso riuscire a ricucire questa lacerazione della storia del Premio, per attribuirgli la sua vera età, che ad oggi, risulterebbe essere in realtà la 55esima Edizione.

Ridando vita ai sette anni del Premio dal 1964 al 1971, per certi versi, si renderebbe l’omaggio più grande all’artista Angelo Maria Scalzitti, che fu organizzatore di questo Premio fin dalla nascita, Premio che a distanza di 57 anni, dà lustro ancora oggi a questa città.

Nicola Scalzitti

Un Commento su “ANGELO MARIA SCALZITTI, MIO PADRE

  • 24 Ottobre 2021 in 08:09
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    Complimenti all’autore per uno spaccato di storia cittadina ai più poco nota ed al ricordo di nostri concittadini illustri (suo padre) che meritoriamente si sono adoperati per questa città con risultati oggi impensabili…..

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