AREE PROTETTE E LE OPPORTUNITA’ DEL PNRR: CONVEGNO A PETTORANO

Si svolgerà oggi venerdì 8 ottobre alle 17 presso il Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio un incontro organizzato da Legambiente, il comune di Pettorano e la Riserva regionale Monte Genzana Alto Gizio per discutere delle opportunità per le aree protette contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’iniziativa è inserita in un ciclo di incontri territoriali organizzati da Legambiente per discutere delle principali sfide che il cambiamento climatico pone al fragile territorio appenninico e alla aree ricche di biodiversità, e delle opportunità che il Piano nazionale di ripresa e resilienza mette a disposizione per la montagna per fronteggiare queste sfide.
Per frenare gli effetti negativi del cambiamento climatico, ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2040, serve un poderoso cambio di passo attivando politiche territoriali efficaci e coerenti con gli obiettivi globali sottoscritti a Parigi nel 2015 per mantenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto di 2 0C e limitarlo a meno di 1, 5 0C. Il prossimo decennio sarà fondamentale per realizzare politiche climatiche virtuose, e l’Unione Europea ha messo in campo strumenti finanziari importanti come il Next Generation EU e il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che offrono ai territori montani l’opportunità di una forte integrazione con la Strategie UE per la Biodiversità al 2030 e la Programmazione Comunitaria 2021/2027. Se il nostro Paese vuole vincere la sfida climatica, deve velocemente mettere al centro delle sue politiche la montagna appenninica che, oltre a essere uno spazio politico decisivo perché interessa 9 milioni di ettari di territorio e coinvolge 2.157 comuni dove risiedono 10,4 milioni di persone, rappresenta un ambito territoriale fondamentale per frenare l’impatto negativo del cambiamento climatico. Le connessioni, la mobilità, l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali sono i temi su cui puntare per rafforzare i territori e le comunità, e rifondare un patto di mutualità tra i comuni sparsi nelle aree rurali e quelli delle grandi conurbazioni. Un impegno che i territori e le comunità possono assumere attraverso proposte concrete che devono andare nella direzione della bioeconomia circolare da realizzare attraverso un nuovo modello energetico fatto di comunità democratiche basate sulle rinnovabili, e una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici costruita in maniera partecipata e orientata alla rinascita dei piccoli comuni, e la realizzazione di green community che possono indicare la via per dimezzare l’attuale livello di emissioni entro il 2030 raggiungendo la neutralità climatica entro il 2040.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *