EFFETTO VACCINO, SEGNALATI ALL’AIFA QUATTRO CASI SOSPETTI

Arrivano anche in Valle Peligna gli effetti della sindrome di Guillain-Barré, probabilmente legati alla somministrazione del vaccino. Dopo la comparsa di quattro casi nella provincia dell’Aquila, due dei quali in Valle Peligna, con altrettante persone che hanno manifestato sintomi riconducibili alla particolare sindrome, dal dipartimento della Asl hanno deciso di inviare una segnalazione all’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, per studiare i singoli casi, con gli approfondimenti specifici, in linea con il protocollo di riferimento. La sindrome di GuillainBarré è una polineuropatia infiammatoria acuta, in genere rapidamente progressiva ma autolimitante caratterizzata da debolezza muscolare e lieve perdita della sensibilità distale. La causa sembra essere di tipo autoimmune. La diagnosi è clinica. Dei quattro casi denunciati, come detto, due riguardano il nostro territorio e in particolare un sulmonese che, dopo la prima dose del vaccino Pfizer e un passaggio in ospedale, è stato preso in carico dalla clinica San Raffaele. L’altro caso riguarda una donna residente a Pratola Peligna che ha avvertito i disturbi a distanza di cinque giorni dalla seconda dose di vaccino. Visitata dai medici del pronto soccorso dal pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, la donna è stata  ricoverata per 14 giorni nell’ospedale di Lanciano. Al momento la donna sta seguendo una terapia specifica in quanto avverte ancora  diversi problemi legati alla deambulazione e alla guida dell’auto.  Le statistiche dicono che gli effetti sono rari e che possono essere  associabili  non solo al vaccino anti Covid ma anche a quello contro l’influenza. “Abbiamo registrato solo quattro casi in tutta la provincia. Sicuramente va fatta la segnalazione all’Aifa, tenendo presente che la sindrome colpisce le persone maggiormente predisposte”, spiega il direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl, Domenico Pompeo. Intanto va avanti  la campagna di vaccinazione nella provincia dell’Aquila dove la percentuale ha ormai superato  il 76% della popolazione. 

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