BELLELLI È IL NUOVO CAPO DELLA PROCURA DEL TRIBUNALE DI PESCARA

Il Plenum del Consiglio Superiore della magistratura  ha nominato capo della Procura di Pescara Giuseppe Bellelli. Bellelli ha riportato 14 voti contro gli 8 dell’altro candidato, Giampiero Di Florio. I due magistrati facevano entrambi parte del pool della procura pescarese guidata da Nicola Trifuoggi che nel 2008 conclusero l’indagine a carico di Ottaviano Del Turco per la Sanitopoli abruzzese. Bellelli è stato poi pm nel processo a carico di Montedison per la più grande discarica di veleni italiana, quella di Bussi sul Tirino (Pescara), anche questa confermata in Cassazione come la Sanitopoli.
 Bellelli attualmente dirige la procura di Sulmona, Di Florio quella di Vasto. Con il trasferimento a Pescara del procuratore Bellelli si apre un ulteriore vuoto nell’organico dei magistrati inquirenti nel tribunale di Sulmona. In pochi mesi la pianta organica ha perso due magistrati su tre: prima il sostituto procuratore Aura Scarsella e ora il capo della procura Giuseppe Bellelli. Resta attualmente in servizio il solo sostituto procuratore Stefano Iafolla. Un brutto segnale in un momento in cui il tribunale di Sulmona, insieme agli altri tre tribunali abruzzesi di Avezzano, Vasto e Lanciano, stanno lottando duramente per la sopravvivenza. Da questo mese, infatti, è iniziato il conto alla rovescia che, se non arriveranno ulteriori proroghe o provvedimenti dal governo o dal parlamento, porterà alla chiusura definitiva dei quattro tribunali non provinciali d’Abruzzo nel mese di settembre del prossimo anno. 

Un commento su “BELLELLI È IL NUOVO CAPO DELLA PROCURA DEL TRIBUNALE DI PESCARA

  • 23 Settembre 2021 in 08:04
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    Il povero Don Serafino Ferruzzi (buonanima)ha sfamato l’Italia e il mondo. Nel senso che il grano e i cereali che importava nel dopoguerra non erano soltanto per la insufficienza e la fame umana. degli italiani ma ancora di più per il bestiame , ed aumentare gli allevamenti per le richieste ben oltre nazionali ma mondiali di Prosciutto di Parma, Grana Padano, Parmigiano Reggiano etc.etc. e che oggi (grazie al network di aziende create da quel lavoro) trovi in tutte le nazioni.
    Per ricambio generazionale , i giudici italiani non hanno più chiara provenienza, ma ormai arrivano in gran parte in risalita dalle ruminazioni sociali della povertà e dal mondo agricolo e, non appena il potere,per prima. interiore idea si avventano alla roba e alle cospicue proprietà altrui.
    Di Pietro ne è stato il l’esempio più visibile.

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