LA PORTA (LEGA) A GEROSOLIMO: DICA CHI SONO I SUOI RIFERIMENTI REGIONALI E NAZIONALI

 Chiedo a Gerosolimo, candidato sindaco dell’armata civica, a nome del centrodestra di Sulmona quali sarebbero i suoi riferimenti nazionali e regionali per risollevare le sorti della nostra città vista l’assenza di bacchetta magica “.
Lo dichiara Antonietta La Porta ( Lega ), candidato consigliere alle prossime elezioni comunali e consigliere regionale, circa le affermazioni dell’ex assessore regionale riportate da Il Centro. ” La mia richiesta è lecita in quanto, nella legislatura regionale precedente, Gerosolimo non ha brillato per il suo operato da componente di Giunta, stesso discorso per Anna Maria Casini, sindaco uscente e lunga mano di Gerosolimo, che lascia la città e la macchina amministrativa di Palazzo San Francesco ai minimi termini. Gerosolimo, abilissimo nel pianificare le campagne elettorali, lascia molto a desiderare nelle vesti di amministratore; infatti,  la Giunta di D’Alfonso, nella Valle Peligna, passerà alla storia per la fuga sulla sua auto blu, raggiunta grazie ad un’uscita di sicurezza, per la chiusura del punto nascita del nosocomio cittadino ” prosegue La Porta ” Attaccare i ministri della Lega che attenzionano il nostro territorio è il classico gioco delle tre carte ( in cui  Gerosolimo è maestro ), il finto attacco lo ritengo un passaggio mediatico  obbligato  in quanto il Pd locale ha il suo candidato sindaco e, a livello provinciale e regionale, il partito che fa capo a Enrico Letta  ha una resa dei conti in corso. Il centrodestra offre ai cittadini di Sulmona l’opportunità di cambiare rotta con Vittorio Masci, espressione dell’intera coalizione del centrodestra, professionista preparato e amministrativamente capace, distante  dalle logiche di spartizioni delle società in house del Comune di Sulmona. I nostri concittadini non possono lasciarsi sfuggire l’opportunità di collegare la nostra comunità al Governo regionale, soprattutto in questo momento e in vista del Piano di resistenza e resilienza ” conclude La Porta.