MARELLI, DI PIERO: “REGIONE MUOVA IL MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO” E BACCHETTA GEROSOLIMO SU LAVORO IN COMPARTI ALTERNATIVI

“Le recenti notizie in merito alle prospettive dello stabilimento della Marelli – Sistemi Sospensioni di Sulmona  pongono seri interrogativi e meritano risposte immediate da parte delle istituzioni.
La  possibile delocalizzazione in Polonia, a decorrere dal 2023,  delle commesse finora assicurate alla Sevel di San Salvo avrebbe effetti drammatici sul settore automotive regionale, ponendo sostanzialmente sul lastrico migliaia di famiglie abruzzesi”. Ad affermarlo è il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Gianfranco Di Piero. “E’ assolutamente necessario che la Regione Abruzzo, nella persona del presidente Marsilio, attivi immediatamente un canale con il Ministero dello Sviluppo Economico per sollecitare ed incentivare  iniziative ed investimenti  della Stellantis nel settore auto della nostra Regione – precisa Di Piero – Pertanto, la questione che di riflesso investe lo stabilimento sulmonese e le centinaia di operai che lavorano all’interno dello stesso va immediatamente ricondotta ad un più alto livello istituzionale ed attiene alle scelte strategiche che la Società Stellantis intenderà adottare per il settore dell’auto abruzzese”. “La nostra coalizione, nell’esprimere la assoluta e incondizionata disponibilita’ ad incontrare le rappresentanze sindacali aziendali e i lavoratori, ha tempestivamente investito del problema le proprie rappresentanze regionali e nazionali affinché esercitino immediata e proficua pressione sul Presidente della Regione e sul Ministero dello Sviluppo Economico. E’ di tutta evidenza che eventuali scelte di delocalizzazione avrebbero effetti nefasti sull’economia regionale, con conseguenze sullo stabilimento della nostra città” aggiunge il candidato sindaco.
“Sulmona e Il territorio della Valle Peligna versano in condizioni di disagio economico di entità tale da non poter minimamente sopportare i dolorosi riverberi di un ridimensionamento delle maestranze in attività presso l’unico stabilimento industriale rimasto nella nostra Città e non può certo affidarsi alle illusorie  chimere di chi, con modalità generiche e raffazzonate, promette centinaia di posti di lavoro in comparti  alternativi  all’economia industriale e manifatturiera” conclude Di Piero.

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