INCHIESTA SU ANZIANA MORTA DOPO INTERVENTO CHIRURGICO, LA PROCURA CHIEDE L’ARCHIVIAZIONE

Per la Procura della Repubblica non ci fu imperizia del personale sanitario e quindi non ci fu responsabilità dei sette medici e operatori sanitari indagati per la morte dell’anziana Teodora Vaccaro, di Corfinio, deceduta a febbraio 2020 nell’ospedale di Sulmona, per circostanze ritenute sospette dai familiari, che hanno chiesto di fare piena luce su quel decesso. La richiesta di archiviazione del caso presentata dal Sostituto Procuratore, Stefano Iafolla, è finita ieri davanti al giudice per  le indagini preliminari, Marta Sarnelli, dopo l’opposizione presentata dall’avvocato Alberto Paolini, che assiste i familiari della vittima. L’anziana venne sottoposta ad un delicato intervento chirurgico, l’asportazione del pancreas. Il delicato intervento riuscì complicanze sorsero a dicembre del 2019, dopo che l’anziana aveva lasciato l’ospedale. La donna avvertì pesanti malori proprio durante la serata del Capodanno 2020. Così fu di nuovo portata in ospedale per gli accertamenti e ricoverata nel reparto di chirurgia, dopo sei ore di attesa che la costrinsero nel pronto soccorso. Il 13 gennaio l’anziana, dopo dieci giorni di degenza, fu dimessa, nonostante la contrarietà del figlio che aveva chiesto esami più approfonditi in ospedale. Le condizioni di salute peggiorarono tant’è che la settantanovenne, dopo la visita della guardia medica di Pratola Peligna il 18 gennaio, venne ricoverata prima nel reparto di ortopedia e poi a medicina dove fu riscontrata una piaga da decubito sacrale, con conseguente infezione. Le sue condizioni continuarono a peggiorare, fino ad essere ricoverata in rianimazione. Il 30 gennaio la donna entrò in coma dopo un’emorragia cerebrale provocata, probabilmente, da setticemia. Il 4 febbraio il suo cuore l’anziana morì. Per i familiari il decesso sarebbe imputabile all’imperizia e alla negligenza dei medici coinvolti che dal canto loro si sono difesi, affermando che la donna aveva bisogno di un’assistenza in una struttura apposita dopo l’operazione e che l’infezione potrebbe essere stata causata dalla degenza nella sua abitazione di Corfinio. La perizia del medico legale incaricato dalla Procura non ha rilevato responsabilità dei sette indagati, medici e sanitari dei vari reparti dove la donna è stata presa in carico durante l’altalenante degenza in ospedale. Da qui la richiesta di archiviazione della Procura che non ha convinto i familiari dell’anziana.

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