“SU SANITA’ BUGIE, IL DEFICIT E’ STRUTTURALE”: SCOCCIA ACCUSA

“Il disavanzo della sanità abruzzese è stato coperto nel 2019 (-14 milioni) con le risorse che erano destinate alla realizzazione dell’ospedale di Chieti e quello 2020 (oltre -80) con i fondi straordinari Covid dello Stato, tant’è vero che i valori del 2021 sono ancora più rosso e il disavanzo viaggia verso -130 milioni. Una realtà riportata nero su bianco nei verbali ministeriali che minacciano di avviare le procedure di Commissariamento a causa della strutturalità del debito della sanità targato Marsilio e Verì. Non è un risultato di cui andare orgogliosi, perché la sanità si governa programmando, non mettendo le toppe e lasciando scoperti i servizi e i presidi sui territori”. Il consigliere regionale Marianna Scoccia, così interviene sul dato diffuso ieri dalla Regione sull’utile 2020 di circa sei milioni di euro per la sanità abruzzese. “Cosa ora si inventerà ancora il governo regionale per coprire l’enorme buco che si sta producendo per il 2021 e che rischia di riportare la gestione sanitaria al commissariamento da cui era faticosamente uscita dopo il lavoro della giunta di centrosinistra?” chiede Scoccia. “Una gestione non solo superficiale, ma vuota di una programmazione che sarebbe stata ancora più necessaria dopo i mesi di pandemia, ma che fino ad oggi non è arrivata –– Infatti il programma sanitario è fermo al 31 dicembre 2018, così la rete ospedaliera, mentre gli atti della programmazione degli investimenti in edilizia sanitaria risalgono al settembre 2018 – continua il consigliere regionale – Vero è che la rete ospedaliera è nata solo per essere portata per le piazze, pronta a essere raccontata nelle campagne elettorali delle prossime amministrative come se fosse cosa compiuta e non un disegno, peraltro neanche originale. È un fatto anche l’assenza di atti di programmazione approvati e con essi la paralisi di tutti gli atti aziendali, coinvolgendo in una gestione approssimata e senza indirizzo politico tutte le strutture e i presidi della Regione. È un fatto che i presidi siano sguarniti di personale al punto da mandare la gente altrove”. “La verità è scritta in questi fatti, che in due soli anni di governo di centrodestra hanno fatto scivolare l’Abruzzo fra le performance sanitarie peggiori d’Italia. A dirlo è il rapporto Crea, il Centro per la ricerca economica applicata in sanità: l’Abruzzo” conclude Scoccia.

2 commenti su ““SU SANITA’ BUGIE, IL DEFICIT E’ STRUTTURALE”: SCOCCIA ACCUSA

  • 12 Agosto 2021 in 18:05
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    Dopo silenzi assordanti eccola di nuovo
    Forse il centro destra regionale le ha sbattuto la porta in faccia ????
    La ragazza prima di Alleanza Nazionale poi civica poi all’udc ed adesso con il PD è ripartita alla carica
    Senza parlare dei giri del marito
    Giro giro tondo ……….

  • 12 Agosto 2021 in 15:02
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    Ho letto con attenzione il comunicato della Regione Abruzzo, secondo il quale il Servizio Sanitario pubblico chiude i bilancio in attivo di 6 milioni di euro: un po’ di nostalgia mi porta sempre a trasformare in vecchie lirette: 11 miliardi e 600 milioni! ‘na cifra (come dicono a Roma). Poi leggo questo articolo nel quale la Consigliera regionale Scoccia ribalta tutto, sostenendo, numeri alla mano che almeno 94 milioni di euro sono stati dirottati dagli onorevoli contabili regionali da finanziamenti stanziati per altre urgenze ed il deficit si avvicina a 130 milioni di euro. La cosa che (letteralmente) puzza è l’aver utilizzato fondi per 80 milioni di euro che il Governo aveva stanziato per consentire alle Regioni di “sistemare” in qualche modo, non tanto il deficit di bilancio, quanto la struttura territoriale ed ospedaliera del servizio sanitario pubblico. Il sospetto che di questo deficit abnorme si parli anche in verbali ministeriali, mi fa pensare che siamo giunti in una situazione cloacale, tale che corriamo il serio rischio di affrontare, noi tutti abruzzesi, un triste periodo di tagli all’assistenza sociale… Per questo penso che la cosa migliore, res sic stantibus, è quella di togliere alle regioni ogni competenza sulla sanità pubblica.

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