“IL TRIBUNALE NON DEVE MORIRE”, TORNA LO STRISCIONE A PALAZZO DI GIUSTIZIA VERSO LA MANIFESTAZIONE DI SETTEMBRE

Da stamattina lo striscione “il tribunale di Sulmona non deve morire” campeggia di nuovo sulla facciata del palazzo di Giustizia. Lo striscione è stato issato, a cura dell’Ordine forense, in conformità al deliberato assembleare, assunto venerdì scorso, su proposta dell’avvocato e consigliere comunale, Elisabetta Bianchi, previa doverosa autorizzazione del presidente del Tribunale, sentito anche il Procuratore della Repubblica. Quello striscione è uno dei segni della battaglia a difesa del presidio giudiziario peligno che non può conoscere e non ha mai conosciuto sosta. Ed infatti, secondo quanto proposto dal Consiglio dell’Ordine forense, presieduto dall’avvocato Luca Tirabassi ed approvato dall’assemblea, per il 14 settembre si prepara una nuova manifestazione di mobilitazione per la salvaguardia dei Tribunali di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto, che vedrà uniti ordini forensi, istituzioni, forze politiche e organizzazioni sindacali. Intanto al presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, in questi giorni è stata inviata richiesta dagli Ordini forensi e dai sindaci delle città dei quattro tribunali di assegnare alla commissione Giustizia di palazzo Madama, in sede deliberante, il disegno di legge Caliendo, che recepisce integralmente l’emendamento stralciato di recente dal presidente Alberti Casellati, così da ottenere in tempi rapidi un provvedimento di proroga della chiusura dei Tribunali, da rinviare al settembre 2024. Poi però a conclusione dell’iter legislativo è atteso il passaggio del disegno di legge nella Camera dei Deputati. Due momenti che non dovrebbero riservare nuove cattive sorprese, ferma restando l’unità dei gruppi parlamentari a sostegno della causa dei Tribunali abruzzesi. Domani, per decidere iniziative in preparazione della manifestazione del 14 settembre prossimo, il presidente Tirabassi ha convocato il Consiglio dell’Ordine forense. Infine, da questa mattina, è in digiuno di protesta per ventiquattro ore Mario Pizzola, esponente storico degli ambientalisti, accogliendo l’invito dell’associazione Gea, presieduta da Pietro Di Paolo.