TRIBUNALE, CONSIGLIO COMUNALE: E’ IL MOMENTO DI PROTESTE CLAMOROSE

La messa in sicurezza di palazzo Mazara, con fondi per 290mila euro e l’avvio della bonifica della discarica di S.Lucia, che anni fa fu al centro di una vicenda giudiziaria, con fondi per 450mila euro, primo lotto di tre da realizzare, sono tra le variazioni del programma delle opere pubbliche proposte oggi pomeriggio nella seduta di Consiglio comunale dall’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Zavarella e approvate a maggioranza. Con bando ministeriale inoltre sarà finanziato per un milione 589.166, 33 euro l’opera di ristrutturazione, adeguamento energetico e rifunzionalizzazione dell’area di servizio antistante la discarica dismessa, Ex Pastorino, in località Noce Mattei. Con fondi di tre milioni 406.475 euro sarà riqualificato il parco fluviale Daolio ed infine per 260mila euro saranno realizzati lavori di completamento, adeguamento e messa in sicurezza della scuola primaria Masciangioli. A fine seduta, su proposta di tutti i gruppi consiliari, si è aperto il dibattito in aula sugli ultimi sviluppi riguardanti le sorti del Tribunale di Sulmona. Tutti hanno condiviso la necessità di andare avanti nella battaglia a difesa del presidio giudiziario peligno, per continuare a garantire servizi essenziali ai cittadini e configurare una nuova geografia giudiziaria. Si punta di nuovo a mobilitare ordini forensi, organizzazioni sindacali, forze politiche, amministratori locali e parlamentari, anche mettendo in campo iniziative di protesta clamorose, in sintonia con gli altri comprensori interessati. Non bastano più convegni, incontri, conferenze e formali annunci che lasciano dietro di sè solo vuoto e mera propaganda di parte. Mezzi di piccolo cabotaggio e iniziative che poco o nulla possono. Bisogna anche superare qualche tiepidezza di troppo, di cittadini, istituzioni e forze politiche, su questa battaglia, della quale nessuno può ritenersi disinteressato. Perchè sopprimere un presidio pubblico, come il Tribunale, significa decretare in modo irreversibile la decadenza della città di Sulmona e l’impoverimento definitivo dell’intero comprensorio. Chi si ritenga estraneo a questa battaglia dimostra solo di non avere interesse per le sorti della comunità del Centro Abruzzo, divenendo complice di una sconfitta storica, senza più rimedio.

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