TRIBUNALI DA SALVARE, CHIESTO INCONTRO URGENTE AL MINISTRO DI GIUSTIZIA

Un incontro urgente al ministro di Giustizia, Marta Cartabia, è stato chiesto dai parlamentari abruzzesi, dagli amministratori locali e dai presidenti degli ordini forensi di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto, dopo il parere negativo espresso dal ministero di via Arenula sull’emendamento presentato da senatori di tutte le forze politiche a sostegno della proroga della chiusura dei tribunali cosiddetti minori. Un fatto che rischia di spegnere per sempre le speranze di sopravvivenza dei presidi giudiziari, privandone interi territori, a tutto danno dei cittadini.  La senatrice Gabriella Di Girolamo e il senatore Nazario Pagano hanno assicurato il loro sostegno al prosieguo della battaglia. La motivazione della bocciatura dell’emendamento è legata alla copertura finanziaria della proroga e adesso il nodo passa nelle mani del Ministero dell’Economia. Intanto gli ordini forensi delle quattro città abruzzesi puntano anche ad una manifestazione unitaria per ribadire con forza le ragioni della difesa dei tribunali a rischio, nell’interesse di tutti i cittadini, ai quali verrebbe negato un servizio essenziale, provocando loro enormi disagi.

2 commenti su “TRIBUNALI DA SALVARE, CHIESTO INCONTRO URGENTE AL MINISTRO DI GIUSTIZIA

  • 22 Luglio 2021 in 13:03
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    Not in my name. Mi scuso io verso Marta Cartabia con preghiera che abbia pazienza per assecondarli e compatirli. Questi amministratori sono follii e vivono fuori dal mondo. Non vogliono comprendere che l’Abruzzo è nella UE e si deve adeguare ai suoi parametri insieme con l’Italia. Vogliono permanere nella illusione di vivere in un loro comodo piccolo mondo di provincialismo antico , alla loro portata, ove magari anche le donne brutte sono belle.
    Questi amministratori non comprendono che la maggiore attrazione turistica che ha Sulmona nei confronti dei cittadini europei dov’è è presente una sola forza di polizia non è l’Annunziata ma è proprio Via Sallustio ,dove il concetto di due corpi di polizia che svolgono lo stesso servizio uno accanto all’altro per come gli appare ridicolo, li porta a sbellicarsi di risate, mentre per noi è una cosa di normale abitudine.
    Gli amministratori locali non vogliono comprendere che l’Italia per obbligo di appartenenza alla UE deve fare ancora diverse riforme, e non solo la Giustizia e la Polizia, ed eventualmente gli piace combattere queste battaglie contro i mulini a vento proprio perché non hanno altro da fare in attesa anche della riforma amministrativa e delle istituzioni politiche in così eccessivo numero. Questi non vogliono comprendere che sul tavolo della Cartabia è già presente il dossier per chiudere anche i tribunali di Chieti Pescara e Teramo poiché nei prossimi stretti anni tutta la giustizia sarà tutta on-line, ed ancora vanno invece a perorare il mantenimento assistenziale dei tribunali sotto-provinciali.Mi vergogno

  • 22 Luglio 2021 in 13:00
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    Not in my name. Mi scusa io verso Marta Cartabia con preghiera che abbia pazienza per assecondarli compatirli. Queste amministratori sono follii e vivono fuori dal mondo. Non vogliono comprendere che l’Abruzzo è nella UE e si deve adeguare ai suoi parametri insieme con l’Italia. Vogliono permanere nelle illusione di vivere in un loro comodo piccolo mondo di proncialismo antico , alla loro portata ove magari anche le donne brutte sono belle.
    Questi amministratori non comprendono che la maggiore attrazione turistica che ha Sulmona nei confronti dei cittadini europei dov’è è presente una sola forza di polizia non è l’Annunziata ma è proprio Via Sallustio ,dove il concetto di due corpi di polizia che svolgono lo stesso servizio uno accanto all’altro per come gli appare ridicolo, li porta a sbellicarsi di risate, mentre per noi è una cosa di normale abitudine.
    Gli amministratori locali non vogliono comprendere che l’Italia per obbligo di appartenenza alla UE deve fare ancora diverse riforme, e non solo la Giustizia e la Polizia, ed eventualmente gli piace combattere queste battaglie contro i mulini a vento proprio perché non hanno altro da fare in attesa anche della riforma amministrativa e delle istituzioni politiche in così eccessivo numero. Questi non vogliono comprendere che è sul tavolo della Cartabia è già presente il dossier per chiudere anche i tribunali di Chieti Pescara e Teramo poiché nei prossimi stretti anni tutta la giustizia e sarà tutta on-line, ed ancora vanno invece a perorare il mantenimento assistenziale dei tribunali sotto-provinciali

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