IL VESCOVO FUSCO PREOCCUPATO PER CENTRALE E GASDOTTO SNAM, POLITICI ASSENTI AL CONVEGNO A PESCARA

Il vescovo di Sulmona, Michele Fusco, condivide le preoccupazioni per la realizzazione della centrale e metanodotto Snam, sottolineando come tutta la comunità diocesana segua con altrettanta preoccupazione la vertenza e che il territorio va difeso e valorizzato, considerata la sua vocazione naturale soprattutto per il suo valore agricolo e turistico. E’ stato uno degli interventi più significativi quello del vescovo Fusco che ha partecipato in videoconferenza al convegno scientifico tenutosi ieri all’Università di Chieti – Pescara sul metanodotto e la centrale Snam di Sulmona. Moderato dal giornalista Luciano Di Tizio, il convegno ha visto alternarsi al tavolo dei relatori docenti universitari ed esperti : Stefano Civitarese, Pietro Di Paolo, Melania D’Angelosante, Francesco Aucone, Paolo Ciucci, Piero Rovigatti, Piero Di Carlo, Rosanna Tuteri e Aurelio Manzi. Invece nell’incontro si è notata l’assenza di tutti i parlamentari eletti in Abruzzo, la giunta regionale e tutti i consiglieri regionali. Nel corso del convegno sono stati affrontati gli aspetti più controversi dell’annoso problema: dagli aspetti giuridici a quelli energetici ed economici, dal rischio sismico alla problematica paesaggistica ed ambientale e a quella relativa all’orso bruno marsicano, dal tema attualissimo del cambiamento climatico alla recente scoperta archeologica nel sito di Sulmona dove dovrebbe sorgere la centrale. Tutti i relatori hanno messo in evidenza come si tratti di un progetto datato, concepito praticamente quasi 20 anni fa ed oggi del tutto anacronistico alla luce delle conoscenze scientifiche intervenute nel frattempo e delle notevoli novità in materia di energia e cambiamenti climatici; novità che impongono da subito l’abbandono delle fonti energetiche fossili, tra cui il gas, se si vuole centrare l’obiettivo dell’Accordo di Parigi per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. In particolare è stato evidenziato come appaia incredibile considerare tuttora valida, da parte del Governo, una valutazione di impatto ambientale risalente ad oltre 10 anni fa,  quando oggi la situazione è profondamente cambiata sia a livello italiano che internazionale. Alle relazioni hanno fatto seguito gli interventi, tra i quali quello di Manuela Cozzi, assessore al Comune di Sulmona, Mario Pizzola dei comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, Aldo Cucchiarini del comitato interregionale No Tubo e Angelo Gagliani del comitato  no Tap – no Snam di Brindisi. Le conclusioni sono state tratte da Mario Viola, ambientalista storico, il quale ha ricordato come nella lunga vertenza Snam i rappresentanti istituzionali e politici sono stati spesso distanti dalla lotta che i cittadini conducono dal basso per la difesa dei loro territori. Tale distanza è ulteriormente rimarcata dal fatto che il Governo non ha ancora risposto alla lettera che dodici associazioni ambientaliste hanno inviato a fine maggio chiedendo di bloccare l’iter autorizzativo di un’opera la cui inutilità e dannosità appare con sempre più evidenza. Al Governo saranno trasmesse le risultanze del convegno (trasmesso anche su youtube) e sarà rinnovata la richiesta di un incontro da parte delle associazioni al fine di affrontare in maniera dettagliata l’intera problematica.



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