AMBIENTALISTI: SCAVI ARCHEOLOGICI ESTENSIVI A CASE PENTE, LA SNAM ABBANDONI IL PROGETTO DI CENTRALE

“La Snam proceda a scavi estensivi su tutta l’area interessata dal progetto di centrale a compressione e sulle aree limitrofe, come suggerito dalla Soprintendenza, attenendosi alle prescrizioni di legge sull’archeologia preventiva, che deve precedere l’avvio di ogni opera pubblica”. Lo hanno chiesto questa mattina gli ambientalisti del coordinamento No Hub del Gas, Mario Pizzola e Giovanna Margadonna, alla luce della lettera fatta recapitare dalla Soprintendenza alla Snam, dopo che i rilievi con georadar commissionati dalla stessa multinazionale sulla zona di Case Pente hanno rivelato l’esistenza di reperti archeologici di epoca italica e romana. “Perchè la Snam, consapevole di tutto ciò, ha continuato a portare avanti il progetto di centrale?” domandano gli ambientalisti. Come pure i comitati per l’ambiente chiedono l’estensione degli accertamenti sul sito alle spalle del cimitero di Sulmona, tenendo conto che la Snam ha lasciato ampie zone dell’area destinata alla centrale ancora tutte da indagare. Se la Soprintendenza auspica una delocalizzazione dell’infrastruttura, gli ambientalisti non solo chiedono alla Snam di fermare il progetto ma anche di annullarlo del tutto, ricordando che lo stesso Eni ha ritenuto l’opera inutile. “E’ il caso di procedere a scavi veri e propri, non più solo ad indagini con georadar, che sono una sorta di radiografia del territorio che non va a fondo – ha concluso Alessandro Bencivenga, coordinatore dell’Archeoclub Abruzzo – perchè gli scavi potrebbero svelare l’esistenza di reperti archeologici anche di grande estensione ed interesse”.



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