GLI AMBIENTALISTI PRESENTANO RICORSO AL TAR CONTRO LA CENTRALE SNAM

L’associazione nazionale Forum Ambientalista, con il Coordinamento No Hub del Gas ed i Comitati Cittadini per l’Ambiente di Sulmona, lo scorso 7 giugno ha depositato, tramite l’avvocato Herbert Simone al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, un ricorso per chiedere l’annullamento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Ministro della Transizione Ecologica Cingolani l’8 aprile scorso per la Centrale di Compressione SNAM vuole realizzare a Sulmona. Nella documentazione del procedimento sono emersi molteplici aspetti illogici, contraddittori e addirittura omissivi. Gli elementi messi in luce nel ricorso riguardano anzitutto il rischio sismico. “Quanto affermato dalla Valutazione di Impatto Ambientale del 2011 e dai più recenti documenti di Snam depositati per l’AIA nel febbraio 2019 e incredibilmente presi per buoni nel parere dei “tecnici” del Ministero della Transizione Ecologica, reso 13 giorni prima della relazione INGV, ignari della Relazione dell’INGV, vale zero. Questo il livello delle istruttorie tecniche delle commissioni VIA e AIA del Ministero che hanno esaminato il progetto” sostengono i ricorrenti. “Davanti a uno studio, che ha evidenziato quanto il rischio sismico sia stato sottostimato rispetto alla documentazione depositata da SNAM (resa praticamente inutile in quanto fuorviante rispetto ai reali rischi), il responsabile del procedimento avrebbe dovuto richiedere il riavvio del procedimento fin dalla fase di deposito della documentazione. Inoltre, nel ricorso ci si chiede come abbia fatto la Conferenza dei Servizi del 3 dicembre ad aver deliberato senza leggere integralmente tale relazione così rilevante. Questo studio, tra l’altro, è stato sottratto alla trasparenza per le osservazioni da parte dei cittadini, nonostante la sua eccezionale rilevanza. Questo è il secondo punto del ricorso.Altra questione sollevata, quella della mancata controdeduzione alle puntuali e documentate osservazioni pervenute dai cittadini, in pieno contrasto con quanto reso obbligatorio dalla Convenzione di Aarhus sulla partecipazione dei cittadini ai procedimenti che riguardano l’ambiente”. Ulteriori motivi del ricorso riguardano le emissioni di gas clima – alteranti, superiori a quanto dichiarato ufficialmente, e la mancata presa in considerazione del cosiddetto particolato secondario. Con il ricorso viene eccepita non solo la illogicità del rilascio dell’AIA senza attendere le risultanze del monitoraggio ante operam della qualità dell’aria, ma anche la stessa modalità della valutazione delle emissioni, considerata l’assenza di centraline meteo nella conca di Sulmona, e senza tener conto delle specifiche  condizioni morfologiche e microclimatiche della Valle Peligna. Contestata anche la mancanza di qualsivoglia valutazione degli effetti delle emissioni sulla fauna protetta presente nell’area della centrale, in primo luogo l’Orso bruno marsicano. Altri motivi di ricorso sono quelli legati al Piano della Qualità dell’Aria della Regione Abruzzo, che non prevedeva impianti di questo tipo al di fuori di aree industriali infrastrutturate, e il fatto di non aver riaperto la procedura di VIA, chiusa nel lontano 2011, nonostante le clamorose novità emerse in questi anni, a partire dallo studio INGV e dalle ricerche svolte dai parchi nazionali sull’orso bruno e su altri animali protetti presenti nell’area. L’Art.28 del testo Unico dell’Ambiente obbliga il ministero a riaprire la VIA in caso di novità sostanziali: quanto scoperto dall’INGV, non da un passante, sull’incredibile sottovalutazione del rischio sismico dell’area è un aspetto sostanziale che va tenuto nelle debite considerazioni ai fini del procedimento. L’ultimo motivo, forse è il più simbolico, riguarda la violazione del Trattato di Parigi sul Clima del 2015. Infine gli ambientalisti lanciano un appello a tutti i cittadini preoccupati per le sorti di Sulmona e della Valle Peligna, dell’Abruzzo e del clima per raccogliere fondi per sostenere le spese legali contribuendo secondo le loro possibilità. Il versamento va effettuato tramite bonifico al seguente Codice IBAN: IT71X3608105138247632947644, intestato a Mario Pizzola, con la seguente causale : ricorso al Tar Lazio avverso AIA centrale Snam Sulmona. La raccolta di questi fondi sarà effettuata nella massima trasparenza e rendicontazione. Mario Pizzola e Pietro Di Paolo hanno sottoscritto l’impegno economico per il ricorso. Ricordiamo che i Comitati si sono sempre autofinanziati per poter svolgere le loro attività, nella convinzione che questo sia il presupposto per mantenere una completa autonomia rispetto alla politica ed oggi sono ancor più convinti di questa scelta, considerato il voltafaccia della Regione e del Comune di Sulmona.