IL DIARIO DI SOLIMO: 23 GIUGNO 1925, DUE ASSI DEL VOLANTE

Fabio Maiorano – Quando i due campioni giunsero alla stazione, quella sera d’inizio estate, furono accolti
dal lungo applauso della folla straripante di appassionati e amici, mentre nell’aria risuonò più volte il fischio della locomotiva. Poi, quando la fanfara della Società Sportiva Ovidio prese a suonare la marcia trionfale, come per incanto furono accese centinaia di torce, un festoso corteo che accompagnò il conte Guido Ginaldi e il suo fido “navigatore”, il simpatico e gioviale “marchese” Raffaele D’Amario, fino al caffè del centro città per brindare alla prestigiosa vittoria nella targa Acerbo conquistata due giorni prima, il 21 giugno: 500 chilometri – 20 giri del classico circuito pescarese – percorsi con la potente Alfa Romeo (categoria oltre 2000 di cilindrata) nel tempo di 5 ore, 25 minuti, 25 secondi e 3/5, alla media oraria di 93,070 chilometri. Quel trionfo suggellò un’annata strepitosa per la coppia Ginaldi-d’Amario, dopo il terzo posto sul circuito di Roma, la quarta posizione nella Coppa Perugina e l’onorevole piazzamento nella mitica targa Florio, la più antica corsa automobilistica del mondo.


One thought on “IL DIARIO DI SOLIMO: 23 GIUGNO 1925, DUE ASSI DEL VOLANTE

  • 23 Giugno 2021 in 18:01
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    Sulla scia della storia e delle glorie locali, perchè non ricordi la 100 chilometri, che si teneva nel nord, a cui partecipò, piazzandosi egregiamente, un sulmonese….

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