“BASTA TURNI MASSACRANTI, NUOVO PERSONALE NELLE CARCERI”: SINDACATI PENITENZIARI PROTESTERANNO DAVANTI ALLA REGIONE

La carenza cronica di personale di polizia penitenziaria è il problema più grave, spesso anche drammatico, che oggi segna la vita negli istituti di pena. Ma non è il solo problema. Le organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria manifesteranno il prossimo 23 giugno, alle 11, davanti alla sede della giunta regionale, all’Aquila. Le sigle Sappe, Osapp, Uil Pa, Uspp, Fns Cisl, Fra Cnpp e Fp Cgil, manifesteranno tutte insieme chiedendo anzitutto l’assunzione di personale, per risolvere nodi come quelli dei turni massacranti nei reparti. “Oggi la polizia penitenziaria deve svolgere diversi servizi, non solo quelli inerenti la custodia dei detenuti ma anche servizi di traduzione e altri extracarcerari e poi quelli amministrativi – sottolinea Giuseppe Ninu, responsabile del Sappe Abruzzo – nonostante tutti questi servizi da assolvere abbiamo un organico sotto di circa diecimila unità rispetto quello che occorrerebbe e che viene indicato dalla legge Madia”. “Inoltre mentre si riduce il numero degli agenti penitenziari cresce la popolazione carceraria” osserva Ninu. “Eppure da anni si parla di riduzione della popolazione carceraria attraverso provvedimenti adeguati allo scopo di scongiurare il collasso dei penitenziari” aggiunge l’esponente sindacale. Ai disagi dei turni massacranti, con agenti che hanno accumulato interi mesi di arretrato nei congedi ordinari non fruiti, si aggiungono continui richiami in servizio, dovuti alle carenze croniche di organico e tensioni che salgono con agenti costretti a subire aggressioni fisiche sempre più frequenti. “E’ poi inaccettabile che in certi casi il ministero si costituisca parte civile in procedimenti penali che vedono imputati agenti penitenziari” fa rilevare Ninu. “Ma anche all’interno dei penitenziari è spesso fonte di confusione il rapporto tra comandanti di reparto di polizia penitenziaria e direttori d’istituto – osserva ancora il segretario regionale Sappe – perché queste due figure messe insieme non funzionano, alla fine infatti tutte le responsabilità della gestione di una casa penale ricadono sul solo direttore”. Ormai c’è poco altro da aggiungere. Per i sindacati è solo arrivata l’ora che Governo ed istituzioni attivino serie politiche per assumere nuovo personale penitenziario con adeguate assegnazioni agli istituti di pena abruzzesi. Il 22 giugno il sindacato Sappe manifesterà anche a Roma, davanti al palazzo del ministero di Giustizia.