LA SNAM REPLICA AGLI AMBIENTALISTI: DA NOSTRE OPERE NESSUN DANNO AGLI ECOSISTEMI

Sulla questione della centrale a Case Pente, la Snam replica agli ambientalisti, sottolineando che “le proprie iniziative sui territori italiani non danneggiano in alcun modo né gli alberi né gli ecosistemi. Anche in Abruzzo, così come in tutte le altre zone d’Italia attraversate dalle infrastrutture della società, i lavori saranno seguiti da accurati interventi di ripristino ambientale che consentiranno di riportare i territori interessati alle condizioni originarie, quando non migliorative in alcuni casi”. “In particolare, come da prassi, la società provvederà al reimpianto di tutte le essenze arboree e alle cure colturali per un periodo di almeno 5 anni, al fine di assicurare il completo ripristino della vegetazione. Peraltro, i progetti saranno realizzati utilizzando le migliori tecnologie disponibili in termini di compatibilità ambientale, incluso l’impiego di soluzioni “trenchless”, minimizzando cioè gli scavi a cielo aperto” si legge ancora in una nota della Snam.
“Da ottant’anni, Snam realizza in tutta la Penisola progetti infrastrutturali complessi in totale armonia con l’ambiente, compresi parchi naturali. Un esempio della compatibilità ambientale delle opere di Snam si trova proprio in Abruzzo e in particolare nel Parco della Majella, attraversato per oltre 15 km dal metanodotto Campochiaro-Sulmona” conclude la nota.
Una video testimonianza dei ripristini effettuati nel Parco della Majella è disponibile a questo link:


One thought on “LA SNAM REPLICA AGLI AMBIENTALISTI: DA NOSTRE OPERE NESSUN DANNO AGLI ECOSISTEMI

  • 8 Giugno 2021 in 20:43
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    Come è facilmente constatabile da questo breve filmato, che ha toccato parte del Parco della Maiella, i ripristini effettuati sui terreni attraversati dal metanodotto – parlo di quello che ha consentito la metanizzazione dei Comuni da Castel di Sangro, Roccaraso ed altri Comuni dell’Alto Sangro, poi Rocca Pia, Cansano, Campo di Giove, e di completare la metanizzazione dei comuni della Valle Peligna, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Bugnara, Introdacqua, Prezza, per poi proseguire per la Marsica, oltre a fornire metano al Nucleo Industriale e Zona PIP di Sulmona – sono stati effettuati in modo tale che il tracciato del metanodotto è visibile solo con le paline gialle per consentire anche la sorveglianza periodica aerea tramite elicotteri o droni Snam. Parlare di danni ambientali, come sostengono gli ambientalisti locali e non, riferendosi al programmato progetto, mi sembra francamente esagerato.

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