IL DIARIO DI SOLIMO: 7 GIUGNO 1942, MONUMENTO AI….CANNONI

Fabio Maiorano – «L’Eroe morente, avvolto dal tricolore, che stringe nella mano destra il gladio e sorregge con la sinistra la piccola Vittoria alata posta sul globo»: opera bronzea dello scultore sulmonese Giovanni Granata, fu rimossa il 7 giugno 1942 dal monumento ai Caduti, “donata alla patria” e consegnata alla “società degli Alti Forni, Fonderie e Acciaierie di Terni” «per farne armamento pesante». Il “forzoso” prelievo fu l’unico messo a segno tra tutti i comuni del circondario, che si opposero con fermezza alla richiesta, mentre il podestà di Sulmona dell’epoca, Giuseppe Di Rocco, non mosse foglia; e nulla dissero o fecero quei cittadini che godevano di autorità e prestigio, qualcuno per insensibilità, i più per servile accondiscendenza al regime fascista del quale, in qualche modo, erano espressione. Con quell’atto, Sulmona perse un’opera pregevole ma, conseguenza più grave, “tradì” la memoria dei suoi figli, quei figli che avevano dato la vita per la patria e che erano stati onorati e celebrati, appena vent’anni prima, proprio con quell’altare e con quel bronzo. Periodicamente, torna di moda una favola metropolitana per la quale l’eroe morente non sarebbe stato più fuso, perché di metallo di scarso pregio, e si troverebbe in un magazzino delle acciaierie ternane, nel frattempo cedute dapprima alla tedesca “thyssen-krupp” e da qualche tempo alla “Acciai Speciali Terni Spa”. La verità è che della statua non v’è traccia, ne vi è mai stata dalla fine della seconda guerra mondiale, perché l’eroe morente è diventato un inutile cannone…


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *