DA CASE CANTONIERE A B&B, RISTORANTI, OSTELLI: LA SFIDA LANCIATA DA ANAS

Sono dieci le case cantoniere Anas in Abruzzo che saranno date in concessione ventennale per essere trasformate in b&b, ristoranti, bar, ostelli, centri di servizi e di promozione turistica (infopoint) e culturale, stazioni di ricarica per bici elettriche. Non in case di residenza. Lo scrive il quotidiano Il Centro, annunciando una campagna nazionale dell’Anas che riguarda in tutta Italia cento case cantoniere. In Abruzzo si va da Martinsicuro ad Alfedena, da Roseto e Pineto a Fossacesia, passando per la pineta di Pescara e Francavilla. E’ una sfida quella lanciata dall’Anas – azienda nazionale autonoma delle strade del gruppo Ferrovie dello Stato – in tempi in cui molti alberghi pagano salato il conto del Covid e faticano a riaprire. Il termine per le domande è il 15 giugno prossimo, alle 12.  Possono essere interessati privati, associazioni, cooperative. Tutti possono arrivare a pagare un canone annuale ridotto perché da esso sono scorporate le spese di ristrutturazione. L’Anas ha per ogni casa determinato un canone mensile che fa da base d’asta. Dal più basso, 914 euro, di San Giovanni Teatino, al più alto, 1.914 euro della casa nella pineta di Pescara. E allo stesso modo ha calcolato un limite massimo dei lavori di ristrutturazione che è possibile detrarre al 100% dal canone. Si va dai 200mila euro di Pineto, Ortona e San Giovanni Teatino ai 220mila di Martinsicuro, ai 250mila di Fossacesia, Alfedena, Roseto e Rocca di Mezzo fino ai 350mila di Francavilla e Pescara. Con queste spese il canone mensile per vent’anni si abbassa e diventa di 359 euro per Pineto, 102 per Ortona, 81 per San Giovanni T., 128 per Martinsicuro, e poi solo 18 euro per Alfedena, 269 per Roseto, 36 per Fossacesia, 195 per Rocca di Mezzo; chiudono le più “care” di Pescara (451 euro), Francavilla (289 euro). Tutto fino al 2042, quando scadrà la concessione e si dovrà lasciare la casa, conservandone il rosso pompeiano che da sempre ha distinto le case cantoniere.