COGESA, CHIESTO CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO SULLA GESTIONE DELLA SOCIETA’

La convocazione del Consiglio comunale, in seduta straordinaria, sulla gestione Cogesa è stata chiesta dai consiglieri comunali Fabio Pingue, Maurizio Balassone, Francesco Perrotta e Roberta Salvati. L’iniziativa arriva dopo che la Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti, con deliberazione del 5 maggio scorso, ha accertato il “non puntuale assolvimento”, in occasione della nomina del Consiglio di Amministrazione di Cogesa s.p.a., “degli adempimenti previsti dalla disciplina normativa di cui all’art. 11 del Tusp, sia in ordine agli incombenti inerenti la trasmissione dei relativi atti a questa Sezione regionale di controllo che in riferimento alla carenza della motivazione in ordine alle specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa che hanno condotto alla nomina di un CdA costituito da tre membri in luogo di un amministratore unico”. La predetta Sezione di Controllo ha disposto la trasmissione della delibera ai sindaci e ai presidenti del Consiglio comunale “affinchè comunichino all’organo consiliare i contenuti” della stessa. Due giorni fa analoga richiesta al presidente del Consiglio comunale, Katia Di Marzio, era stata avanzata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Mauro Tirabassi. Gli stessi consiglieri comunali che chiedono la seduta straordinaria ricordano che nell’agosto scorso Balassone, Bianchi, Perrotta e Tirabassi, in concomitanza con la seduta del Comitato di indirizzo strategico e di controllo sulla società Cogesa e a seguito del mancato svolgimento, per l’assenza del sindaco Casini e dell’intera maggioranza, del Consiglio comunale convocato allo scopo di discutere e deliberare gli indirizzi strategici da osservare nella gestione del Cogesa, avevano inteso diffidare il “Sindaco di Sulmona ad adottare decisioni in nome e per conto dei Comune di Sulmona in sede di Comitato di indirizzo strategico e di controllo e in sede di Assemblea dei soci della stessa società”. “Il sindaco non ha ritenuto di aderire alla richiesta avanzata dai predetti consiglieri e ha partecipato, in nome e per conto del Comune di Sulmona, alla seduta del Comitato di indirizzo strategico e all’Assemblea dei soci. Non appare, al riguardo, ultroneo evidenziare che l’articolo 12 del Decreto legislativo 175/2016 stabilisce che “costituisce danno erariale il danno, patrimoniale e non patrimoniale, subito dagli enti partecipanti, ivi compreso il danno conseguente alla condotta dei rappresentanti degli enti pubblici partecipanti o comunque titolari del potere di decidere per essi, che, nell’esercizio dei propri diritti di socio, abbiano con dolo o colpa grave pregiudicato il valore della partecipazione” sottolineano Pingue, Balassone, Perrotta e Salvati. “E’ di tutta evidenza che la richiesta di convocazione del Consiglio comunale avanzata nella scorsa estate dalla minoranza consiliare aveva il fine precipuo di promuovere il confronto sulla gestione della società partecipata e che l’assenza in Consiglio del sindaco e della maggioranza che lo sostiene si caratterizzò come beffardo atteggiamento di diniego della necessaria dialettica in seno al Consiglio comunale – accusano i quattro consiglieri comunali – tuttavia, la delibera della Corte dei Conti, per altro trasmessa alla struttura di monitoraggio e controllo sulle partecipate pubbliche istituita dall’articolo 15 del Decreto legislativo 175/2016, che esercita “poteri ispettivi” ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del Decreto legge 95/2012, è fonte di perplessità rispetto al corretto esercizio delle prerogative del Comune di Sulmona ed ingenera preoccupazione nei cittadini che, attraverso l’imposizione fiscale, finanziano il servizio di igiene pubblica. La delibera della magistratura contabile , inoltre, suscita non poche perplessità sulla gestione della partecipata negli ultimi anni, rilevando , per esempio, che la società Cogesa annovera un numero di dipendenti di gran lunga maggiore rispetto alla media degli organici delle società che, in ambito nazionale, forniscono servizi pubblici locali” concludono i quattro consiglieri comunali.