GRAN CAFFE’ “MISSIONE IMPOSSIBILE”, L’ENNESIMA GESTIONE COSTRETTA ALLA RESA

Anche questa volta la gestione del Gran Caffè è risultata “missione impossibile”. Tornano così ad abbassarsi le saracinesche di quello che un tempo è stato il locale più frequentato e qualificato nella città, meta dei personaggi più in vista che ne hanno segnato la storia, con le loro conversazioni davanti ad un aperitivo, le partite al tavolo verde, gli incontri di lavoro o anche abboccamenti politici. Un’altra gestione infatti è costretta alla resa, con il locale fermo già da novembre scorso, come accade purtroppo dagli anni Novanta. Il Comune, proprietario dell’immobile, ha proceduto alla disdetta del contratto di locazione. Probabilmente i mancati incassi dovuti al lockdown, seguito da orari ridotti dell’esercizio e dalle altre limitazioni provocate dalla pandemia, hanno rappresentato il classico e triste “colpo di grazia”. Pare infatti che i problemi per la società, costituita quattro anni fa, fossero pregressi, segnati anche da vertenze di lavoro avviate da alcuni dipendenti, cui si è aggiunto un indebitamento verso il Comune. Peraltro il locale è destinato a restare chiuso anche a causa dei lavori di adeguamento sismico che verranno avviati nell’edificio di piazza XX Settembre, che ospita la sede del Liceo Classico. Ma la storia dice che dal 1992, che venne smantellata la vecchia struttura del Gran Caffè, ad oggi nessuna gestione ha avuto un corso proficuo. D’altronde la città è cambiata e sarebbe stato illusorio pensare di tenere il locale legato a vecchi canoni. Oltre tutto il centro storico non è più attrattivo come lo è stato fino ad una ventina di anni fa. Basta guardare il vuoto che regna ormai quotidiano, in particolare in piazza XX Settembre, salvo occasioni eccezionali, per rendersene conto. Dunque “l’impresa” Gran Caffè non risulta facile per nessuno. Almeno questa attenuante va concessa alla società di avvocati che fin qui quell’impresa ha tentato. Con coraggio ma con pochi sorrisi.