IL DIARIO DI SOLIMO: 7 MAGGIO 1902, VIA LA VOCALE “O” E SI RISCRIVA LA “U”

Fabio Maiorano – Nessuna contesa ortografica o grammaticale. È solo la tormentata vicenda del toponimo sulmona (l’antica Sulmo citata da tutti gli scrittori latini) che non si sa bene né quando, né per quale ragione, qualcuno prese a chiamare Solmona, palese omaggio a solimo, l’eroe troiano – amico del mitico Enea – che secondo una leggenda avrebbe fondato la città e le avrebbe dato il proprio nome. Ovidio, figlio prediletto di questa terra, non ebbe dubbi e la chiamò sempre Sulmo; nei secoli a venire, però, in molti dettero sfogo alla fantasia e storpiarono a piacimento
l’originario toponimo Sulmona, citato in quasi tutte le varianti vocaliche: da Sulmone a Solmona, da Solomona
a Selmona passando per Sermona e finanche per Salmona, forse in ossequio al pregiato pesce di “gelide acque” col quale, però, non ha nulla da spartire. Stesso destino patirono anche l’aggettivo derivato e gli stessi abitanti, detti anticamente sulmonenses, dunque ‘sulmonesi’ o più classicamente ‘sulmonensi’; poi vennero i secoli bui, venne il medioevo e, nella gran parte dei documenti notarili, curiali o commerciali, fiorirono altre varianti, come selmontini e
sermontini. Sull’acquedotto svevo, inoltre, è inciso il genitivo plurale sulmontinorum, che sta semplicemente per
sulmontini, sebbene qualcuno lo ritenga un appellativo di poco riguardo, se non addirittura offensivo. Così non è: nella metà del duecento, infatti, i nostri antenati scrissero a chiare lettere che l’acquedotto era vanto e lode di tutti gli abitanti della città, per l’appunto i sulmontini; e se loro si dissero così, è chiaro che quest’aggettivo non ha connotazioni negative, anzi! Confesso di essere tra quelli che preferiscono la denominazione di sulmonese
e mi unisco idealmente a quei concittadini, Antonio de Nino in testa, che all’inizio del Novecento chiesero ufficialmente al governo di sancire che il nome autentico della città fosse Sulmona e, dunque, di cancellare definitivamente l’intruso Solmona, tanto caro e tanto di moda tra i burocrati dei tempi passati. Richiesta accordata: con Regio Decreto del 7 maggio 1902, il re Vittorio Emanuele III decretò che «il nome della Città di Solmona è
mutato (sic) in Sulmona».