GIOCHI E MANOVRE TRASVERSALI, IL TEMPO CI DA’ RAGIONE

Ci ha confortato aver letto un post pubblicato nella serata di ieri  dal presidente del circolo cittadino del Pd, Teresa Nannarone, sul suo profilo facebook dove fa primissime ammissioni di sue interlocuzioni politiche con partiti del Centrodestra sulle sorti della città, che si approssima ad appuntamenti elettorali, fissati in autunno. Segno che il nostro lavoro, scrupoloso e non superficiale, porta i primi frutti, giovandosi di fonti sicuramente attendibili. Sarebbe bastata l’ammissione suggerita dalla giornata del 25 Aprile, che è liberazione anche da ipocrisie politiche, per evitare o comunque per spegnere sul nascere quattro mesi di polemiche, con accanimento contro i giornalisti che hanno svolto con correttezza e professionalità indiscutibili il loro lavoro. Alle prime avvisaglie di un gioco trasversale venuto alla luce, come quello dell’asse elettorale tentato da Pd-Lega, sarebbe bastato qualche intervento più cauto per spegnere il fuoco poi divampato. Senza ricorrere ad offese e denigrazioni di persone su facebook. Ora che il disegno è naufragato, costringendo i dirigenti regionali di Lega (D’Eramo), Forza Italia (Pagano) e Italia Viva (D’Alessandro) a porre fine al minuetto, Nannarone fa le prime ammissioni. Come pure ha suscitato stupore il silenzio persistente osservato dal segretario regionale Pd, Michele Fina e dal segretario provinciale, Francesco Piacente, davanti alle nostre legittime domande e osservazioni su quella manovra trasversale. Come nel caso legittimamente sollevato da ReteAbruzzo circa il fratello del sindaco di Pacentro, Guido Angelilli, con incarico nel Cogesa, un caso parallelo a quello dell’assessore comunale Stefano Mariani e della consorte, sollevato dal Pd locale, sarebbe bastato un comunicato del circolo cittadino dem in replica ad un’osservazione del nostro giornale. E lo diciamo senza la presunzione di fare politica al posto degli “addetti ai lavori”. Invece si è preferita l’aggressione a questo giornale e alla società editrice con una lettera aperta, come già a suo tempo rilevato, fatta di tante inesattezze e di affermazioni del tutto infondate e sulla quale si è chiesta una pronuncia in sede giudiziaria. Il tempo però ci sta dando ragione e in ogni caso la verità alla fine viene sempre a galla, nonostante ipocrisie, ostacoli, falsità e veleni. Che non sono mai ingredienti di una politica intelligente e fruttuosa, da spendere al servizio della città e non per sole ambizioni personali o per sterili giochi di fazione, già al capolinea.



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