OMAGGIO A GIUSEPPE CAPOGRASSI A 65 ANNI DALLA SCOMPARSA (video)

Semplice ma significativo l’omaggio che questa mattina l’amministrazione comunale, con il sindaco Annamaria Casini e l’assessore Salvatore Zavarella, ha reso alla memoria del giurista e filosofo sulmonese Giuseppe Capograssi. L’omaggio simbolico di una pianta nel piccolo giardino nel quale spicca il busto dell’illustre concittadino. Infatti ricorre oggi il sessantacinquesimo anniversario della scomparsa di una figura di levatura europea. La vastità dell’opera capograssiana infatti ha riguardato infatti diritto e filosofia, letteratura e scienza della politica. Dedicatosi all’avvocatura, subito dopo la laurea in Giurisprudenza, Capograssi iniziò la carriera accademica nell’Università di Sassari e successivamente in quella di Macerata, dove venne nominato anche Rettore. Quindi si trasferì a Padova, poi a Roma e di qui a Napoli, nell’Università Federico II. Trascorso un decennio nella città partenopea, tornò nella Capitale. Importante fu anche il contributo del giurista sulmonese alla redazione del Codice di Camaldoli, che gettò le fondamenta. Nel luglio del 1943 prese parte ai lavori che portarono alla redazione del Codice di Camaldoli, che gettò le basi per la fondazione del partito della Democrazia Cristiana e per la Costituzione repubblicana. Pochi mesi prima della scomparsa, nel dicembre 1955, Capograssi fu nominato della Corte Costituzionale dal presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi e giurò il 15 dicembre insieme agli altri quattordici giudici. Destino volle che Capograssi morisse proprio il giorno della seduta inaugurale della Corte, il 23 aprile 1956. Fu tra i fondatori dell’Unione giuristi cattolici italiani, di cui fu anche il primo presidente. Una figura altissima, quella di Capograssi, che nel prossimo futuro meriterà di ritrovare celebrazioni e onori in questi ultimi anni negatigli dopo l’interruzione del Premio a lui dedicato, da attribuire in particolare al lavoro e alla passione del compianto professore Giuseppe Papponetti.



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