IL DIARIO DI SOLIMO: 17 APRILE 1917, SPAGHETTI SOLO A CHI E’ SIMPATICO

Fabio Maiorano – «In barba ai decreti e alle disposizioni del Municipio» – si legge nelle cronache del Corriere di Sulmona in edicola alla metà di aprile del 1917 – «pare che la pasta del cav. De Cecco si venda a lire 1,20 al Kg. e poco più e poco meno, ad libitum dei rivenditori, e non a tutti ma soltanto a quelle persone che riscuotano una qualche simpatia presso gli incaricati della rivendita. È strano, ma è vero. Sarebbe bene che chi di dovere s’interessi della cosa e ricordi, con mezzi più persuasivi, a coloro che impunemente prestano mano a siffatta vendita clandestina, che in commercio bisogna saperci stare e non si può far sempre il comodo proprio. Noi ci domandiamo: come mai il cav. De Cecco, persona distintissima, si presta a questo gioco?». Evidentemente, le “lamentele” arrivarono alle orecchie del cav. Filippo De Cecco il quale intervenne con tempestività e premura, considerando che prima della fine della prima guerra mondiale un’altra rivendita della famosa pasta prodotta a Fara S. Martino aprì i battenti in piazza Garibaldi. Con grande soddisfazione anche degli … antipatici.


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