IL DIARIO DI SOLIMO: 12 APRILE 1803, SANTA EMIGRATA

Fabio Maiorano – La tomba e le reliquie di S. Igea martire, che visse tra la fine del IV secoli e gli inizi del V, furono trovate il 12 aprile 1803 nella vigna del signor Amico, al cimitero di S. Felicita sulla via Salaria, a Roma, comunemente detto cimitero di S. Priscilla. Il can. don Ignazio Di Pietro, per intercessione del suo omonimo, il card. Michele, ottenne dal pontefice Pio VII che si trasferissero a Sulmona, nella chiesa di S. Filippo Neri, l’ampolla col sangue della santa e il marmo della tomba con l’iscrizione in greco, così tradotta: «Elpidio a Igea vergine / moglie devotissima / che visse con me / anni 13, giorni …». Le sacre reliquie giunsero in città il 6 novembre e il 10 seguente, dopo la ricognizione della cassa e dei sigilli, furono composte in un’urna dorata. Esposte per dieci giorni nella chiesa dell’Annunziata, domenica 20 novembre furono traslate in pompa magna nella chiesa di S. Filippo Neri e concesse per tre giorni alla venerazione dei fedeli. Quindi, l’urna fu riposta nella seconda cappella di destra, accanto all’iscrizione greca incisa sulla lastra di marmo rossiccio. L’evento inorgoglì i sulmonesi e un mese dopo, il 18 dicembre, su proposta del Magistrato e con consenso del sindaco Pasquale Squilla, il decurionato elesse S. Igea protettrice principale accanto a S. Panfilo e re Ferdinando suggellò questa scelta concedendo per diploma, il 14 maggio 1805, una regia fiera in onore della santa dal 3 al 5 giugno di ogni anno. La lapide è ancora visibile mentre le reliquie sono volate in Argentina, donate il 5 luglio 1957 dal vescovo Luciano Marcante alla Congregazione di don Orione per dare vita ad una nuova chiesa in quel paese.