ALLARME DELLA UIL: CARCERE DI SULMONA RISCHIA DI ESSERE FUORI NORMA

Alla carenza di personale si aggiunge per il carcere di Sulmona il problema di carenze strutturali. Lo afferma la Uil che in un recente incontro ha chiesto l’adeguamento dei vecchi padiglioni ai al regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario, risalente al 2000, “riportando” a norma un istituto che allo stato attuale non rispetterebbe alcuni parametri previsti dallo stesso regolamento”. “Il carcere di Sulmona a distanza di ventuno anni dal varo del nuovo regolamento risulta infatti sprovvisto di camere di pernottamento per i detenuti dotate di docce e acqua calda. Mettere in cantiere un progetto di ristrutturazione dei padiglioni chiudendoli temporaneamente rappresenterebbe un’autentica boccata d’ossigeno nelle more di un generale adeguamento degli organici. Un’alternativa a dir la verità ci sarebbe: non aprire il nuovo padiglione” sostiene Mauro Nardella, segretario territoriale Uil Penitenziari. “Da alcuni giorni sono ripresi al carcere di piazzale vittime del dovere i lavori per il completamento del nuovo padiglione in grado di ospitare ulteriori 200 detenuti rispetto agli attuali 400 ristretti. Con essi però si ripresenta puntualmente lo spettro di un possibile collasso dell’intero sistema qualora dovesse permanere l’attuale situazione e che riteniamo essere storicamente tra le più gravi dal punto di vista amministrativo – afferma Nardella – se non si adotteranno misure ad hoc dal punto di vista sia strutturale che legate alle carenze degli organici di tutti gli operatori penitenziari e non solo di polizia penitenziaria, correremo seriamente il rischio di veder cadere ogni speranza di risollevamento delle sorti di un penitenziario che è tra i più importanti d’Italia. Ad una adeguata presenza di sottufficiali di Polizia penitenziaria, che ben si plasmerà con gli organici necessari nel momento in cui il nuovo padiglione andrà a regime, fa da contraltare una gravissima penuria di personale rientrante nel ruolo pilastro quale quello degli agenti ed assistenti, sotto di 48 persone rispetto all’organico previsto senza tenere conto di quelli ulteriormente necessari per il nuovo padiglione. Il numero di educatori è del tutto insufficiente mentre presto andrebbe completamente rivisto anche quello facente capo ai restanti comparti delle ” Funzioni Centrali” e dell’Area sanitaria”.



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