SULLE TAVOLE DI PASQUETTA SPOPOLANO I MUGNOLI DI PETTORANO SUL GIZIO

E’ bastata una foto di Gino Bucci, alias l’Abruzzese fuori sede, per suscitare entusiasmo e curiosità. Il protagonista di una delle pagine Facebook più amate dagli abruzzesi di tutto il mondo qualche giorno fa ha postato sul proprio profilo social un barattolo dei mugnoli di Pettorano sul Gizio, acquistato a Bologna per suo semplice desiderio di conoscenza di questa particolarissima verdura. Ne è nata una lunga sequela di commenti e di domande su cosa siano questi mugnoli e soprattutto richieste su come usarli, visto che non sono ancora conosciutissimi dal pubblico culinario main-stream. Ad aprire da qualche mese l’azienda che i mugnoli li coltiva, li trasforma in conserve e ne promuove il consumo, è una ragazza della Valle Peligna, Anna Paola Fasoli. E chi meglio di lei per farceli raccontare questi mugnoli “Il mugnolo, vegetale appartenente alla famiglia delle crucifere, probabilmente ha avuto origine per ibridizzazione fra il cavolo e la rapa, è strettamente legato alla coltura ed alla cultura del paese di Pettorano sul Gizio. E’ una verdura che con molta probabilità deriva dalla cima di rapa pugliese, portata in Abruzzo dalla transumanza. Presenta delle caratteristiche botaniche ed organolettiche molto particolari, dovute quasi certamente sia al microclima di Pettorano sul Gizio, sia ai terreni che lo circondano, bagnati dalle acque del fiume Gizio. Tutto ciò rende i mugnoli un unicum che si può degustare solo a Pettorano” spiega Fasoli. “Il mugnolo è semplicissimo da scegliere: basta togliere un po’ di stelo per eliminare la base – circa due dita – (perché il vero sapore sta nel gambo della verdura) e se risulta ancora duro va “sfilacciato” – un po’ come si fa con la bieta – foglia per foglia; una volta lavato va fatto bollire in acqua salata e con una puntina di bicarbonato (per velocizzare la cottura delle coste) per circa 5/10 minuti” continua. “Il mugnolo essendo una verdura può essere mangiato da tutti, dai più piccoli agli adulti, di qualsiasi età. Essendo un unicum, perfettamente adattato al microclima pettoranese, ha proprietà organolettiche non trovabili in altre verdure: è ricco soprattutto di carboidrati, amidi e fibra, ma anche di molti minerali (come potassio, fosforo, magnesio, calcio e sodio) e vitamine (come la vitamina A, C, B1 e B6). Attualmente il consumatore può scegliere se degustarli, non solo freschi, ma anche sottolio o in crema, con l’aggiunta di alici come la tradizionale ricetta dei mugnoli e cazzerielli vuole” precisa. “Il mugnolo è una verdura che si identifica con Pettorano sul Gizio, nella sua identità: promuovere e qualificare questo prodotto significa anche promuovere il territorio che amiamo. La scelta di aprire un’azienda agricola è maturata per qualificare e portare sulle tavole degli abruzzesi e degli italiani il mugnolo di Pettorano sul Gizio – sottolinea Fasoli – “Attualmente siamo presenti in alcuni negozi e boutique gastronomiche del territorio; essendo un prodotto di nicchia il prodotto viene particolarmente apprezzato dai negozi attenti alla territorialità, alla tipicità ed alla tradizione; inoltre anche alcuni ristoranti, oltre a quelli presenti sul territorio pettoranese che lo usano da parecchi anni, hanno scelto di inserire il mugnolo di Pettorano sul Gizio nel proprio menù” Il mugnolo è una verdura molto versatile, può essere usato come antipasto (frittata di mugnoli o se si usa la crema può essere usata come pinzimonio per creare un antipasto sfizioso); è un ottimo condimento anche per i primi piatti a base di carne, di pesce o vegani (nella tradizione culinaria pettoranese uno dei piatti più conosciuti sono i mognele e chezzerieje), ma può accompagnare anche secondi di carne e di pesce (magari ripassati in padella con olio e peperoncino). Il mugnolo è una verdura e come tutte le verdure il suo consumo non può che portare giovamento. Inoltre è una verdura unica per il gusto ed il sapore, che può essere trovata solo a Pettorano sul Gizio. Assaporando il mugnolo si assapora anche la tradizione culinaria legata alla pastorizia, dove i piatti erano poveri ma genuini. Insomma è come se fosse un bel viaggio indietro nel tempo. “Appena sarà possibile organizzeremo giornate didattiche sul campo per far toccare con mano la nostra verdura e mostrare come avviene la raccolta….rigorosamente a mano” conclude Fasoli.

Un Commento su “SULLE TAVOLE DI PASQUETTA SPOPOLANO I MUGNOLI DI PETTORANO SUL GIZIO

  • 5 Aprile 2021 in 19:30
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    Buna notizia che i mugnoli siano una specilita di pettorano io li conosco e mangiati fin da plccola perche ci sono nata ora da 69 anni sono in francia et in ritorno per le vacanze mangio questo piatto prelibato perche non ne fereste un commercio ……. aiutereste il ripopolamente di questo paese meravigloso che e custodito solo dai ricordi dei tempo d’i prima …….con affetto anna d amico

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