CURA ABRUZZO, SCOCCIA: COMMERCIANTI, IMPRESE E PARTITE IVA A BOCCA ASCIUTTA

“Il Cura Abruzzo compie un anno, ma a ristoro della crisi economica scaturita dal lockdown e dalla pandemia, alle imprese ed ai cittadini abruzzesi sono arrivati solamente 25,34 milioni di euro degli oltre 96,13 previsti, poco meno della terza parte. Lo scenario previsto per il tessuto economico abruzzese era ben diverso ma, a causa della lentezza della burocrazia e delle liti interne alla maggioranza, la maggior parte delle risorse previste restano al palo”. Esordisce così il consigliere regionale Marianna Scoccia riguardo ai fondi destinati alle imprese “Dei 12 milioni previsti dal bando Aiuta impresa la Regione è riuscita a erogare solo 5.932.807,87 euro, del fondo perduto, a destinazione solo 15.675.775 degli oltre 57mln annunciati dalla propaganda del centrodestra. Inoltre: – abrogati i 10 milioni di euro per i piccoli prestiti; -dei 5.027.741 euro di fondi per il rinnovo degli accordi di innovazione sono stati erogati solo poco più di 3 milioni; -ancora attesi anche i 4,5 milioni di ristoro dei costi fissi per il mantenimento degli impianti a ciclo continuo – non erogati i 2,8 milioni di euro a fondo perduto per i contratti di locazione immobiliare; – non erogati 1,5 mln per il turismo montano -non erogato un milione di euro per concessioni demaniali In soldoni: dei 200mln previsti sono stati erogati solo 79 milioni, poco più di un terzo del totale. Somme inoltre che in molti casi dovranno essere restituite in quanto relative a fondi di rotazione. E’ sconfortante pensare che tali fondi dovevano rappresentare una prima boccata di ossigeno nella prima fase dell’emergenza, ed invece è trascorso un anno” continua il consigliere regionale. “Sul fronte delle risorse europee lo scenario non cambia, purtroppo. La programmazione dei fondi è ostacolata dell’immobilismo della burocrazia e l’Abruzzo “vanta” una fra le peggiori performance d’Italia sul fronte della capacità di spesa di fondi relativi ai Programmi Operativi Regionali (FESR/FSE) al Piano di Sviluppo Rurale (PSR) – precisa Scoccia – Siamo terzultimi per la spesa dei FEASR con 252.804.378,91 di euro ancora da spendere, siamo penultimi per i FESR, abbiamo 197.513.085 euro in attesa, siamo ultimi in Italia per le risorse del FSE, 99.495.310. Se l’Abruzzo e non li spenderà entro la fine del 2023, rischia di vedere cancellati dalla clausola del disimpegno automatico, 549.812.773,91 milioni di euro. Prosegue Scoccia anche in relazione alla capacità di spesa dei fondi europei”. “È un quadro di colpevole immobilismo quello che emerge dai dati – conclude il consigliere capogruppo del gruppo Misto in Regione – che penalizza pesantemente il tessuto economico e sociale della nostra Regione. Aspetto di conoscere cosa accadrà per il ciclo di programmazione 21-27, a cui si lega anche la restituzione del 97% delle somme sottratte sul Masterplan dell’Abbazia celestiniana e del Fucino, ignote anche le intenzioni della Regione circa la sfida del Next Generation EU. Nel frattempo gli Abruzzesi restano a bocca asciutta”.



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