PERQUISIZIONE SU MINORENNE, SINDACATI POLIZIA: NO A SENTENZE SOMMARIE SU PS

Sulla delicata vicenda di presunti abusi ai danni di un minorenne sottoposto a perquisizione da parte di un agente di Polizia del commissariato di Sulmona prende posizione la Federazione sindacale Silp Cgil Uil Polizia. “In questi giorni alcuni organi di stampa locale hanno trasmesso una immagine assai poco edificante del Commissariato P.S. Sulmona in relazione a una perquisizione resasi necessaria, lo scorso 14 febbraio, nei confronti di un ragazzo minorenne; operato per il quale sono in corso le opportune e doverose verifiche da parte della magistratura – si legge nel comunicato – questa Federazione sindacale Silp, Cgil, Uil Polizia, proprio in ossequio agli invocati principi costituzionali, di legalità e professionalità che da sempre contraddistinguono il quotidiano impegno lavorativo di tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato, ritiene irricevibile qualsivoglia lettura dei fatti che intenda
dare giudizi o, addirittura, esprimere sommarie sentenze nei confronti dei poliziotti che ogni giorno mettono a repentaglio la propria incolumità per la tutela e la sicurezza dei cittadini, senza aver doverosamente atteso le valutazioni dei competenti organi della magistratura”. “Il Silp Cgil Uil Polizia vuole sottolineare a chiare note e senza fraintendimento alcuno, come richiesto con forza dai nostri colleghi, l’impegno richiesto per svolgere il delicato ruolo rivestito quotidianamente, a tutela della legalità e della sicurezza pubblica, senza il quale i cittadini tutti non avrebbero la tranquillità e la serenità di vivere una tranquilla vita sociale – conclude la nota sindacale – Nel prendere atto delle rassicuranti parole espresse sulla vicenda dal Questore dell’Aquila, sia a ratifica dell’operato del personale sia a garanzia delle procedure attuate a tutela dei diritti del minore, esprimiamo sentimenti di vicinanza a tutte le parti coinvolte nella vicenda essendo certi che, anche in questa circostanza, gli organi competenti sapranno dare le appropriate risposte”. Nel caso, denunciato dalla madre del tredicenne, la Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un’inchiesta e per atto dovuto, nei giorni scorsi, è stato indagato un agente di polizia.



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