CALCIO FEMMINILE, MEMMO: AVVICINEREMO LE RAGAZZE PARTENDO DAI TERRITORI

di Domenico Verlingieri

Far crescere in Abruzzo il calcio femminile unendo le forze del calcio a 11 e del calcio a 5. L’ambizioso progetto della Lnd Abruzzo, presieduta da Ezio Memmo, vede in campo diversi attori pronti a fare ognuno la loro parte. “I nostri progetti – afferma Memmo – saranno espletati anche in ambito provinciale. Adesso abbiamo la sfortuna che gli ambiti provinciali e zonali, a causa del Covid, devono rimanere chiusi ma spero ancora per poco. Avremo pertanto dei responsabili provinciali per quanto riguarda le attività di calcio femminile, sia di calcio a 5 che di calcio a 11, per cercare di lavorare partendo dalla base cioè dal territorio. L’obiettivo è stare vicino al territorio, così come abbiamo fatto in questi giorni rappresentando l’intera regione”. Partendo dai territori, il lavoro dovrà portare ad avvicinare le ragazze al calcio a 11 o al futsal. “Noi – spiega Memmo – facciamo un lavoro importante all’interno delle scuole. Nel corso dell’anno visitiamo un certo numero di scuole e coinvolgiamo oltre 12mila bambini nell’attività calcistica in ambito scolastico ma ci sono potenzialità inespresse nell’attività femminile. Arriviamo ad una parità del 50%, con 6mila bambini e 6mila bambine. Oltre il 30% dei maschi è iscritto alle nostre attività mentre per le ragazzine solo lo 0,1%. Sarà pertanto fondamentale lavorare sulle bambine per fargli iniziare un percorso calcistico nelle nostre società. Questa è la base da dove dobbiamo partire che è quella, ripeto, del territorio”. Oltre al presidente Memmo, lavoreranno per il raggiungimento di questi obiettivi i responsabili regionali del calcio femminile, Laura Tinari, e del calcio a 5, Salvatore Vittorio. “Vogliamo che bambine e ragazze – afferma Tinari – possano portare avanti la passione per il proprio sport, creando e diffondendo una cultura calcistica che vada oltre gli stereotipi, superi le discriminazioni e permetta loro di giocare e vincere in campo ma soprattutto nella vita. Noi intendiamo dimostrare che il calcio è uno sport inclusivo, spiegando alle ragazze che è giusto che loro portino in campo le loro caratteristiche, la loro sensibilità, la loro tecnica e il loro stile, che trovino insomma un loro modo di giocare, che non deve ispirarsi al modo di essere dei maschi ma deve essere il loro. Perché il calcio femminile è passione, determinazione ed eleganza. E noi non smetteremo mai di raccontarlo. Oggi finalmente le bambine e le ragazze che scelgono di giocare a calcio hanno una prospettiva davanti a loro, glielo dimostrano le ragazze che militano nelle serie maggiori conquistando ogni giorno con il loro impegno posti importanti nel calcio internazionale”.

 

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