A SPADA TRATTA CONTRO I MULINI A VENTO

Alessandro Lavalle – A volte capita di sentirsi la testa pesante, di sentirsi la testa piena di pensieri che alla fine si rivelano solo delle inutili zavorre; quando si tende a riflettere troppo su un avvenimento o un comportamento si produce questa sensazione di peso nelle nostre menti che si propaga per il resto del corpo, provocando anche una leggera spossatezza più è il tempo che noi passiamo a pensarci.

Questo “pensare troppo”, questa ansia sociale, ha diverse cause scatenanti ma un motivo comune: il peso che diamo alle stesse cose a cui pensiamo. Che sia il dover piacere ad una persona o qualcosa che è accaduta a lavoro, sentiamo il peso di ipotetiche conseguenze prima ancora che ne accadano alcune: la nostra mente usa, in questo caso negativamente, la sua meravigliosa fantasia per generare scenari che ci convince potrebbero accadere, ricordandoci che le responsabilità, che porterebbero ad una conseguenza negativa, sono solo nostre.

L’ironia della vita sta nel fatto che, a volte, cercare al massimo delle nostre forze di evitare un avvenimento non fa altro che garantire che esso avvenga; e ciò accade, se accade, con una precisione e sicurezza matematica. Il concetto di libero arbitrio, di libera scelta, si applica in maniera ambivalente alla nostra vita; le nostre azioni generano delle conseguenze che possono rivelarsi sia negative che positive (questo è la norma) e, in quanto il nostro potere decisionale si applica solo ad un piccolo circolo di avvenimenti che gravitano attorno a noi, mostrare apprensione e cercare di influenzare le circostanze al di fuori di questa sfera di influenza risulta deleterio per due motivi: il primo motivo è che questa linea d’azione è estremamente dispendiosa poiché, anche il solo cercare di capire le conseguenze o le azioni necessarie a far sì che avvengano eventi di cui noi siamo solo una piccolissima variabile, è mentalmente estenuante; il secondo è che, vista la numerosità delle variabili comprese in questi eventi sconosciuti – come ho precedentemente detto – il nostro comportamento non fa altro che divenire la variabile affermante, che suggella quel “destino” che noi tanto cercavamo di evitare.

Ben altre dovrebbero essere le nostre preoccupazioni, guardare troppo in là nel futuro risulta dannoso per ciò che stiamo costruendo adesso: se ci preoccupiamo troppo della persona che saremo domani, ci dimenticheremo di costruire quel qualcuno oggi. Proprio come un moderno Don Chisciotte ci buttiamo a capofitto in problematiche che non esistono; a volte pare quasi che ce le andiamo trovando queste preoccupazioni, per tenere la mente impegnata, forse persino distratta – “da cosa” poi, varia per ognuno – per infine ritrovarci con un problema che appare più grande di noi, ma che alla fine si rivela appoggiato su castelli di carte. La vita che abbiamo, purtroppo e per fortuna, è una soltanto: non vale la pena viverla rincorrendo inquietudini senza scopo, non vale la pena viverla per gli altri; vale però la pena viverla per il piacere di viverla: vale la pena di viverla per se stessi.A S



One thought on “A SPADA TRATTA CONTRO I MULINI A VENTO

  • 21 Marzo 2021 in 17:02
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    Comunque sia, non possiamo scegliere di viverla… altri scelgono per noi ed è solo una fregatura!

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